DaD- La Circolare che il Ministero avrebbe voluto scrivere

21 Mar di Gianni Marconato

DaD- La Circolare che il Ministero avrebbe voluto scrivere

Oggetto: emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus. Prime indicazioni operative per le attività didattiche a distanza.

Carissimi,

l’emergenza sanitaria che l’Italia sta attraversando ha reso necessari, nell’arco di pochi giorni, provvedimenti che richiedono a tutta la comunità scolastica, ciascuno nell’ambito del più ampio esercizio delle sue prerogative, della normativa e della contrattualizzazione esistente, di attivare per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avendo anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

La didattica a distanza, in queste difficili settimane, ha avuto e ha due significati. Da un lato, manifestare in modo concreto l’atteggiamento del “prendersi cura” dell’altro che è alla base di ogni relazione educativa, il farsi carico delle esigenze emotive e psicologiche degli studenti e delle studentesse.

Dall’altro lato, è essenziale non interrompere, per quanto possibile, il percorso di apprendimento, evidenziando che attraverso la didattica a distanza, agita soprattutto in condizioni di emergenza e senza adeguata preparazione e programmazione, non saranno conseguiti in termini qualitativi e quantitativi gli stessi obiettivi di apprendimento che in analogo tempo e con analoghe risorse sarebbero stati conseguiti nella relazione educativa in presenza.

La declinazione in modalità telematica degli aspetti che caratterizzano l’azione del docente può portare a nuove criticità, può generare, almeno potenzialmente, nuove esclusioni per la non accessibilità a tutti i docenti, a tutti gli studenti e in tutte le aree del Paese della necessaria infrastruttura tecnologica per gestire la comunicazione e lo scambio di risorse didattiche in formato digitale. In questo senso le criticità più diffuse potrebbero essere acuite, e di questo va tenuto conto.  

Già nella prima fase di gestione dell’emergenza si sono evidenziati una pluralità di approcci didattici, di tipologie di attività proposte agli studenti, di soluzioni tecnologiche utilizzate che hanno messo in evidenza la creatività e l’ingegno del corpo docente nonché l’ampio spettro di soluzioni possibili e la loro non riconducibilità ad uno o pochi modelli tanto in relazione alla didattica che al supporto tecnico. In queste prime attività si è certamente scontata la non preparazione alla didattica specifica dell’insegnamento a distanza (questa modalità non fa certamente parte della strumentazione ordinaria dell’insegnante e alla quale mai si sarebbe pensato di dover ricorrere in modo così improvvisato, massiccio e duraturo) ma, ciò nonostante, la generosità, l’umanità e la professionalità degli insegnanti hanno consentito di far sentire, pur a distanza, alle famiglie e agli studenti la presenza dell’istituzione scolastica.   

Non è mancata la solidarietà tra insegnanti e scuole che hanno condiviso le proprie esperienze, materiali e strumenti; siamo, anche, grati alle aziende che stanno mettendo a disposizione delle scuole, limitatamente a questo periodo di emergenza, le loro infrastrutture telematiche.

La Scuola ha il compito di rispondere in maniera solida, solidale e coesa, dimostrando senso di responsabilità, di appartenenza e di disponibilità, ma soprattutto la capacità di riorganizzarsi di fronte a una situazione imprevista, senza precedenti nella storia repubblicana, confermando il proprio ruolo di istituzione al servizio della collettività.

Questa nota intende limitarsi a fornire un quadro di riferimento a quanto finora fatto per valorizzare la ricchezza di approcci, la creatività insita nel fare didattica, orientare verso la sostenibilità operativa, giuridica e amministrativa. Il principio che guida e sostiene l’attività delle autonomie scolastiche e la libertà di insegnamento costituzionalmente garantita resta comunque di dare validità sostanziale, non meramente formale, all’anno scolastico.

Cosa si intende per attività didattica a distanza

Le attività di didattica a distanza, pur non essendo largamente praticata nell’ambito dell’istruzione primaria e secondaria, non solo nel nostro sistema d’istruzione, ha una lunga consuetudine in altri gradi d’istruzione e soprattutto nell’istruzione e nella formazione continua e questo ha consentito di identificare le criticità insite nella rottura, dovuta alla distanza fisica, tra gli atti di insegnamento e quelli di apprendimento e di mettere in luce le dimensioni su cui intervenire per ricostruire l’intersoggettività educativa tra lo studente e l’insegnante.

Una consapevolezza che queste esperienze ci lasciano è che insegnamento e apprendimento a distanza manifestano maggiori criticità e problematiche rispetto alle analoghe attività che si sviluppano in presenza e che, nonostante l’indubbia funzione abilitante delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione di cui possiamo disporre oggi, la criticità maggiore rimane la gestione del processo di apprendimento degli studenti e delle studentesse. Quelle esperienze ci ricordano, inoltre che le competenze e le tecniche della didattica a distanza sono diverse da quelle che intervengono nella didattica in presenza e per tutto questo è opportuno assumere – come istituzione scolastica – e creare – nelle famiglie e negli studenti – aspettative adeguate al contesto in cui si sviluppa questa “scuola dell’emergenza”.

Grazie alla professionalità del corpo docente, alla condivisione delle pratiche, alla capacità di riflettere sulle stesse individualmente e collettivamente e nonostante – è bene ripeterlo – nessuno o quasi abbia iniziato questa avventura in possesso di una specifica preparazione in questa modalità didattica, stiamo già assistendo ad uno miglioramento e sviluppo – spontaneo e autogestito – di didattica a distanza di qualità significativa ed è ipotizzabile che tale qualità possa ancora aumentare.          

Il successo dell’apprendimento “a distanza” è dovuto in primis e in larga parte alla qualità dei servizi di assistenza didattica che si è grado di offrire a quello che è stato chiamato lo “studente invisibile”. Certamente le tecnologie telematiche favoriscono la comunicazione e la costruzione e lo scambio di materiali didattici, ma la partita si gioca e si vince nel contatto diretto con ogni singolo studente e studentessa: oltre a rendere chiari gli obiettivi di apprendimento, è necessario attivare l’apprendimento stesso, tenere viva la motivazione all’impegno, rilevare i momenti di difficoltà, anche non esplicitati, e sostenere nel loro superamento.

Altra area di attenzione è rappresentata dai “contenuti” oggetto dell’apprendimento: la loro costruzione, la loro presentazione agli studenti e la loro trasmissione. La classica “lezione frontale” che può funzionare in aula diventa problematica quando veicolata, ad esempio, tramite videoconferenza, tanto per questioni legate alla comunicazione – compresi i feedback visivi che consentono di regolare la stessa, ma ancor di più per le implicazioni tecniche di una buona trasmissione del segnale via web.

Tutto questo porta a ideare, costruire e gestire attività di apprendimento con molta cura e attenzione tanto alle caratteristiche cognitive di ogni studente e alle condizioni logistiche e tecniche in cui si trova a casa ogni studente.

Tenuto, quindi, conto che l’interazione con lo studente non è delle più semplici e che il suo impegno nel lavoro di apprendimento non può essere dato per scontato, pare utile formulare alcune indicazioni di massima, ben sapendo che non esiste una sola soluzione adatta a tutte le situazioni e che ciò che potrebbe apparire troppo impegnativo in un contesto potrebbe essere poco sfidante in un altro.

La finalità principale della didattica a distanza è, oggi, quella di far sentire la presenza dell’insegnante e della scuola. Il senso delle attività che proponiamo è quello del prendersi cura. Poi viene l’insegnamento.

Per i contenuti da trattare a distanza va ricordato che anche in condizioni normali l’apprendimento ha i propri ritmi, ha bisogno di azione e di pause. Non basta ingurgitare, si deve anche digerire, assimilare. A scuola, in presenza, si riempiono gli studenti di contenuti. In condizioni di emergenza, in contesti educativi mai sperimentati prima, che non si conoscono, che non si sanno gestire, il principio della lentezza vale ancor di più: poche attività, diluite nel tempo, modi di lavorare conosciuti, far lavorare gli studenti per produrre qualcosa di significativo, qualcosa legato alla loro realtà.

Le tecnologie possono essere potenti partner operativi e cognitivi ma possono essere, anche, motivo di nuove esclusioni: la didattica a distanza potrebbe aumentare e non diminuire il digital divide; mettere i nostri dati all’interno di soluzioni proprietarie pone problemi etici. Le funzioni essenziali per la didattica sono poche: comunicazione e distribuzione di materiali e per questo è preferibile affidarci a soluzioni aperte, sviluppate e mantenute da comunità di utenti. Tali soluzioni assicurano le funzionalità essenziali per una gestione efficiente ed efficace di ogni tipo di attività didattica. Per mantenere la relazione educativa non serve tanta tecnologia, serve umanità.

La questione privacy

Con l’uso estensivo delle tecnologie digitali, la nostra privacy è quotidianamente messa alla prova: i nostri movimenti in rete sono tracciati, i nostri dati sono memorizzati e il tutto viene rielaborato grazie ai sempre più evoluti sistemi di intelligenza artificiale e utilizzato a fini commerciali e di orientamento delle opinioni.

Ciò nonostante, è illusorio pensare di rinunciare, anche in ambito educativo, all’utilizzo di tali tecnologie ma diventa essenziale acquisire consapevolezza di tali fatti e farne oggetto anche di attenzione didattica.

Va, in ogni caso, tenuto conto che la didattica a distanza può essere fatta tenendo conto che chiunque utilizzi una piattaforma digitale nel rispetto delle regole generali, si assume la responsabilità del suo funzionamento rispettoso delle norme.

Progettazione delle attività

Considerato che attraverso la didattica a distanza attivata in condizioni di emergenza e senza una preventiva ricognizione dell’adeguatezza delle risorse disponibili al conseguimento degli scopi (competenze di insegnanti e studenti e strumenti accessibili ad entrambi) non sarà possibile dare realizzazione alle progettazioni definite nel corso delle sedute dei consigli di classe e dei dipartimenti di inizio d’anno; è, pertanto, quanto mai opportuno rimodulare gli obiettivi formativi sulla base delle nuove attuali condizioni in cui la didattica viene agita.

Tale rimodulazione andrebbe fatta collaborativamente dagli insegnanti che operano in ogni singola classe sulla base di quanto è già stato fatto in aula e considerando le possibilità di apprendimento a distanza di ciascun studente.

Nelle condizioni logistiche e tecniche in cui si opererà in questa fase è sensato pensare ad una riprogettazione decentrata e differenziata, fatta salva la condivisione a livello di Collegio delle scelte operate. Per rendere operativo tutto questo, ogni insegnante utilizzerà al meglio le risorse professionali e tecnologiche comuni messe a disposizione della scuola ben sapendo che si dovrà attingere anche a risorse proprie, ad esempio, per la connettività.

Va ribadito che la definizione dei processi ritenuti più utili ad attuare e verificare le metodologie pedagogico-didattiche e il raggiungimento degli obiettivi qualitativi di apprendimento è compito dei docenti nelle attività collegiali. Alla luce delle norme vigenti, pertanto, qualunque intervento didattico sarà adottato con il coinvolgimento del consiglio di classe.

Alunni con disabilità

Per quanto riguarda gli alunni con disabilità, il punto di riferimento rimane il Piano educativo

individualizzato. La sospensione dell’attività didattica non dovrebbe interrompere, per quanto possibile, il processo di inclusione, pur nella consapevolezza che la distanza introduce ulteriori problematiche e criticità. La competenza di ogni insegnante e la sua conoscenza di ogni studente consentirà certamente il contenimento del rischio di esclusione ideando adeguate attività di apprendimento d’intesa con le famiglie che ancor di più in questa emergenza rappresentano insostituibili risorse e punti di riferimento.

La valutazione delle attività didattiche a distanza

La valutazione è una parte essenziale del processo di apprendimento: valutare vuol dire raccogliere indicazioni sugli apprendimenti sviluppati da studenti e studentesse per fornire loro dei riscontri su cosa abbiano appreso per la sua valorizzazione e per consentire un intervento sulle criticità e intraprendere attività di miglioramento. Perché la valutazione sia utile, il feedback deve essere circostanziato e tempestivo.

Perché la valutazione sviluppi pienamente questa funzione di potenziamento dell’apprendimento è opportuno che la persona valutata sia a conoscenza dei criteri che come insegnanti usiamo per valutare.

Così intesa, la valutazione può essere agita anche in una relazione educativa a distanza: allo studente viene proposto attraverso i canali di comunicazione attivati un “compito di apprendimento e valutazione” accompagnato dai criteri che saranno usati per la valutazione; l’elaborato, generato, preferibilmente in formato digitale, sarà valutato sulla base dei criteri condivisi e sulla base degli stessi sarà fornito un feedback, eventualmente accompagnato da suggerimenti per il miglioramento.

Rimandando alla nota 279/2020 per definire il rapporto tra attività didattica a distanza e valutazione, sta al docente decidere se e in quale misura utilizzare i risultati della valutazione per attribuire formalmente un voto; l’approccio indicato in precedenza rende trasparente e documentato e, quindi, valido il processo di valutazione.

Va ribadito che come per ogni forma di valutazione “indiziaria” vanno raccolte prove pertinenti, affidabili e molteplici, che così vengono generate ipotesi provvisorie e che il giudizio – critico e articolato – non va cristallizzato.

Le forme, le metodologie e gli strumenti per procedere alla valutazione in itinere degli apprendimenti, propedeutica alla valutazione finale, rientrano nella competenza di ciascun insegnante e hanno a riferimento i criteri approvati dal Collegio dei Docenti. La riflessione sul processo formativo compiuto nel corso dell’attuale periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza sarà come di consueto condivisa dall’intero Consiglio di Classe.

Siamo tutti coinvolti in un’impresa inedita, non semplice e dall’esito incerto. Di sicuro, tutta la comunità scolastica sta dando il proprio generoso contributo alla crescita culturale e intellettuale dei nostri studenti e delle nostre studentesse e nel contempo l’intero sistema educativo sta ampliando consapevolezza e competenze su come conseguire le finalità dell’istituzione educativa; alla fine avremo rinforzato l’immagine sociale della scuola e di tutto il suo personale.

“Hasta la victoria siempre”

(E.C.G)

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