Learning Villages – Campo Base Web –

28 Set di Gianni Marconato

Learning Villages – Campo Base Web –

Il tema è uno dei soliti: perché usare il web ed il 2.0? Per collaborare, condividere, costruire, includere? Parole usate tante volte e con significati ed implicazioni differenti da essere, oramai, vuote di significato. Anche se più di un significato lo avrebbero.

Tentiamo, quindi, di collaborare alla ricostruzione di un senso per il web 2.0 con una applicazione concreta (anche se al momento è solo l’idea di un progetto).

L’idea è partita da Luigi Bertuzzi che già al Barcamp di Marghera aveva lanciato il barcamp stanziale per sostenere una azione 2.0in un’area del bellunese.

Di seguito l’essenza dell’idea. Dettagli più o meno strutturati in CampoBaseWeb.

  • Lo scopo è quello provare e testimoniare le potenzialità del web (1.0, 2.0, 3.0, ….) attraverso una azione sul campo che sia delimitata nello spazio e nel contenuto
  • Un gruppo di blogger e/o aficionados del 2.0 si dovrebbero porre/proporre come risorsa, facilitatore, supporto (interfaccia, come la chiama Luigi) di una comunità locale (Pro Loco? Biblioteca? Comune? Aggregazioni locali?) per una propria attività di ….
  • Le possibili attività in questione potrebbero riguardare la cultura locale, la connessione con altre realtà con simili interessi, il superamento dell’isolamento dei paesini di montagna e la loro inclusione secondo modalità partecipate (anche la TV include, ma ….), …
  • L’idea-progetto dovrebbe essere messa a punto da un gruppo di volenterosi e presentata ad istituzioni e/o al volontariato culturale locale
  • Il primo passo da fare è la costituzione del gruppo promotore; il secondo lo sviluppo della proposta (aperta); il terzo la presentazione a stakeholders locali e poi … si vedrà dalle reazioni
  • Un primo gruppetto di blogger veneti sembra interessato all’iniziativa: Luigi, Gigi, Sasha, Filippo, Adriano, il sottoscritto (dimenticato qualcuno?)
  • Al Ghirada BarCamp Luigi ha ri-lanciato, con qualche frutto, la proposta
  • Adesso si tratta di muovere il primo passo o fermarci per sempre

A questo punto della storia, Luigi fisserà una data (un sabato mattina) per un incontro da lui in montagna (Voltago Agordino) per verificare se si potrà compiere il primo passo. Non si dovrebbe andare oltre ottobre (13, 20, 27 sono date che a me andrebbero bene..).

Si discute, anche, di questo nella community NING Circolo Blogger del Veneto

La parola a Luigi ed al “sito ufficiale” dell’operazione (quale nome in codice?)

Con questo post continua il mio contributo alla nobile causa.

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Un commento “Learning Villages – Campo Base Web –

  1. Si potrebbe anche dire che l’idea è dimostrare che un progetto “dal basso”, per potersi esprimere, ha bisogno di partire da un processo collaborativo in atto.

    Da circa 10 anni si sente dire “ci vogliono progetti dal basso”; l’ho sentito ripetutamente negli ambienti delle agenzie per l’innovazione tecnologica, che propongono in sede europea i progetti finanziabili dai diversi programmi quadro (il famoso Framework Programme di turno).

    Uno degli interventi al BarCamp di Marghera, in Maggio, lo ha ribadito. Gli autori dell’intervento, benché coinvolti in progetti dell’amministrazione pubblica, non hanno però risposto alla domanda: “come si presenta un progetto dal basso?”.

    Visto che manca una linea guida mi sembra che le tre fasi descritte nel tuo post su Learning Villages, o su Campobaseweb, intesi come titoli provvisoriamente descrittivi di un’idea di progetto, si possano contestualizzare con riferimento a una interdipendenza “processo comunicativo” – “progetto”, in cui le parti da coinvolgere si possano genericamente descrivere come:
    operatori della domanda di condivisione di conoscenza multi-purpose (livello applicativo)
    operatori della gestione di ambiente comunicativo (livello gestionale di ambiente aperto o di rete e/o livello “di presentazione”)
    operatori dell’offerta di conoscenza del Web (livello fisico)

    Con questo schema si da anche una senso alle tre fasi che hai descritto, muovendosi dal basso verso l’alto e attivando un processo comunicativo “progressivo” che, in un’ottica di “design partecipativo”, miri a coinvolgere le parti necessarie alla definizione di un progetto e ad abilitare “forme di comunicazione paritetica”

    Per incontrarsi a Voltago un Sabato (13, 20 o 27 Ottobre) per me sta bene e durante il prossimo fine settimana, quando ci sarò tornato, farò con Doodle la tabellina per la scelta della data in funzione delle preferenze di ciascuno.

    Per il nome in codice dell’idea/processo/progetto la situazione è completamente aperta; il mio blog, all’anagrafe di Google, si chiama “trovamiunnome” e il suo nickname attuale “campobaseweb” riflette solo la mia impazienza di ribattezzarlo, con una conoscenza condivisible dei suoi obiettivi. Penso che il nome in codice potrebbe / dovrebbe essere un acronimo, espandibile in un significato.
    Un esempio (che mi piace un sacco, ma lo propongo solo come esempio) è “AIRBAG
    Acquisizione e Integrazione di Risorse per Business Abilitati a Gestirle
    ovvero
    Acquisition and Integration of Resources for Business enAbled to manaGe them.

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