La conoscenza è mal (strutturata)

25 Feb di Gianni Marconato

La conoscenza è mal (strutturata)

Perché tanti fallimenti dell’e-leaning? Perché cosi inutili i così detti Learning Object? Tantissime le argomentazioni, molte svolte anche qui.

Ogni tanto tento una mia sintesi personale. La più recente, certamente non definitiva, ma che per me ha un peso specifico notevole riguarda il come noi consideriamo la struttura della conoscenza.

Nel modello delivery/e-learning (che è lo stesso della scuola tradizionale che sarebbe come dire quella prevalente) si ha un pensiero a senso unico: tutta la conoscenza viene trattata come se la sua natura fosse sempre la stessa, in tutti domini, come se il suo significato fosse sempre e per tutti lo stesso, e, cosa che ha implicazioni nefaste (per l’insegnamento e per l’apprendimento), viene considerata come se ogni dominio di conoscenza avesse una struttura lineare, a piccoli pezzi (atomi di conoscenza …), ricomponibili. Sulla base di questi presupposti, si organizza l’insegnamento a senso unico, una unica rappresentazione di quella conoscenza, (quella del libro di testo o dell’insegnante), un solo modo di padroneggiarla (memorizzare e ripetere l’interpretazione “giusta”).

La quasi totalità dei domini di conoscenza non ha una forma ben strutturata, è, con terminologia inglese, ill-structured, mal strutturata, debolmente strutturata. Si presta ad essere letta da prospettive multiple, è imprevedibile, non sempre affidabile, è spesso ambigua. Il mondo non è così regolare ed ordinato come ci viene trasmesso dalle teorie, dai libri di testo, dall’insegnamento formale.

Ecco la base del grande equivoco, del grande errore: trattiamo, didatticamente, la conoscenza come fosse se avesse una certa forma quando, invece, ne ha una opposta. E, sempre didatticamente, ci comportiamo di conseguenza.

E facciamo i danni che conosciamo.

La teoria della flessibilità cognitiva (Spiro ed altri) ci può essere di grande aiuto per chiarirci le idee sulla questione.

E i Cognitive Flexibility Hypertxts a sostituire courseware e learning object.

Usciamo dalla tirannia lessicale e concettuale dell’informatica ed adottiamo lessico e concetti della pedagogia e della didattica.

Qui qualche concetto in più.

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