
Nessuna connotazione (politica) del DULP. Solo una meta-fora
Il fatto è che il DULP oramai scorazza ribaldo nel web tra Facebook ed altri social network.
Una suggestione di Carlo Giovannella in FB mi porta a cercare di prendere le misure a ’sto DULP. Dice Carlo:
” …con quali pratiche ci dobbiamo confrontare a livello scolastico, universitario e professionale ?
quanta parte di queste pratiche si possono definire insignificanti dal punto di vista pedagogico e metodologico ? esempi ?
come contribuire alla definizione di una professionalità DULP (sempre che ve ne sia bisogno) ?
non avvertite una diffusa stanchezza per i corsi di formazione fasulli (ovvero che mirano solo a fare cassa) ?”
Credo sia necessario fare una premessa per contestualizzare tutto il discorso sul DULP (un paradigma? tutto da costruire?): il DULP non è per l’oggi ma per il domani o per il dopodomani?
Le connotazioni prospettate da Carlo nella presentazione del DULP vanno (purtroppo) lette ancora come segnali deboli, promettenti ma deboli.
Ciò significa:
- che qualcosa del DULP già si vede
- che non è (ancora) una realtà (nel senso che non caratterizza le pratiche correnti)
- che i segnali deboli vanno amplificati
- che non possiamo trattare, oggi, il DULP come un paradigma operativo
Considerando che la gran massa di attività educative/formative è ancora invischiata in pratiche collusive tra gruppi di potere e politica (Carlo parla di “corsi fatti solo per far cassa”; concordo pienamente e condivido volentieri con lui l’affermazione) e che queste pratiche sono dure (impossibili?) da schiodare, il DULP andrebbe trattato come il sol dell’avenir. (sono incerto se chiudere con o senza un punto di domanda)
PS. Un esempio: c’è ancora chi parla di e-learning. Non sarebbe ora di smetterla?



