I bari della valutazione

14 Ago di Gianni Marconato

I bari della valutazione

valutazione1

E’ di questi giorni la notizia che più di qualche scuola del sud ha forzato furbescamente la valutazione data agli studenti e che, in genere, gli insegnanti, sempre del mezzogiorno, siano di “manica larga”  quando assegnano i voti ai propri studenti. Forse per nobilitare, secondo la millenaria arte italica del prendere le scorciatoie, un insegnamento carente e/o una scuola inadeguata? Non credo che l’insegnamento e la scuola del mezzogiorno siano peggiori di quelli del resto d’Italia e, non essendo leghista, non ho alcun pre-giudizio in questo senso. E, ad onor del vero, non mi interessa se sia vero oppure no.

Mi interessa ragionare un po’ sulla valutazione dell’apprendimento che si fa nelle nostre scuole. Le questioni sono più di una.

La prima, l’omogeneità dei “giudizi” dati da persone diverse. Esistono dei criteri in tal senso? Si fanno dei controlli della coerenza? Quanto è affidabile la valutazione? Ricordo che quando, anni fa, mi occupavo più di ora di competenze, stavo studiando il sistema inglese di assessment delle competenze, assessment basato su “prestazioni” (quindi un “oggetto” visibile”) ed ampio spazio, pari quasi a quello dato alla valutazione stessa, era dato alla formazione dei valutatori ed al controllo dell’omogeneità delle valutazioni espresse in modo che la valutazione fosse indipendente dal valutatore. Qui i criteri della valutazioni sono incomprensibili, oscuri, fortemente soggettivi, influenzati anche dalla “simpatia” che l’insegnante ha per lo studente. O, anche, sembrerà strano, dal super-io dell’insegnante (per esperienza diretta ho notato che persone con un super-io rigido e che esercita un forte controllo sul suo comportamento sono più “severe” anche nelle valutazioni..

Secondo, come si fa valutare un processo così complesso come l’apprendimento, attraverso un unico strumento di valutazione? Non voglio entrare nel merito di cosa sia l’intelligenza (visione sulla quale si poggia ogni valutazione), non mi riferisco, neppure, ai famigerati test a risposta meccanica. Mi riferisco al pensiero semplificatorio e semplicistico che guida anche in questa funzione il comportamento di tanti insegnanti non aiutati in questo dalla normativa, altrettanto semplicistica, che regolamenta la valutazione.

Non credo che fintanto che non si concettualizzi in modo adeguato l’apprendimento, non si riqualifichi, di conseguenza, l’insegnamento, si renda più affidabile anche la valutazione. E tutte le chiacchiere se al sud barino oppure no, sono, appunto, chiacchiere. Estive per giunta.

1 person likes this post.

Print Friendly, PDF & Email

49 Commenti

  1. Al riguardo qualcuno ha obiettato che, se gli insegnanti meridionali "aiutano", non si vede perchè, una volta trapiantati al nord (sono molto presenti anche lì e qualcuno se ne lamenta), non aiutino più i loro studenti.A parte questo, la valutazione resta un capitolo molto spinoso: è difficile stabilire criteri oggettivi ch vengano seguiti in maniera impersonale da tutti i docenti, ma addirittura (è stato sperimentato) lo stesso docente valuta in maniera diversa in momenti diversi. Dovremmo sforzarci d iridurre il margine d'errore, fare in modo che gli alliev non si aiutino a vicenda, formulare dei test davvero validi.Ma tutto questo significa lavorare duramente, sperimentare il più possibile, mettersi continuamente in discussione.Bisogna comrendere che, se le promozioni nominali sono la mistificazione più facile da realizzare, l'ingiustizia che ne consegue non giova di certo all'apprendimen​to ed alla formazione.

  2. E se da qui facessimo partire una discussione che approfondisca i più acreditati dettami docimologici e ci impegnassimo a sperimentarne la validità,confro​ntandone i risultati?Non vi sembra una delle cose da fare per cominciare a chiarirci le idee?

  3. “E tutte le chiacchiere se al sud barino oppure no, sono, appunto, chiacchiere. Estive per giunta.”

    Perfettamente d’accordo e aggiungo che a me importa anche di questo aspetto. Essendo salentina trapiantata al Nord, ho avuto modo di constatare che non ci sono sostanziali differenze nel valutare…ed è ora di finirla con certa stampa semplicistica che mira soltanto a fare notizia.

    La valutazione nel nostro sistema scuola è carente (mi verrebbe da dire inesistente)sotto diversi aspetti.
    Quelli che hai citato rappresentano senza ombra di dubbio il focus, e penso oramai che la questione sia giunta ad un punto di non ritorno per motivi concreti che mi sono stancata di stare a enumerare.

    Mi sono occupata di valutazione per anni, dedicando alla questione energie, entusiasmo e tempo sottratto ad altre cose. La questione non si è spostata di un millimetro negli anni perché un sistema vero di valutazione non garba a nessuno, detto in estrema sintesi e in parole povere.

    Stammi bene, Gianni, e buon ferragosto.
    annarita

  4. Al riguardo qualcuno ha obiettato che, se gli insegnanti meridionali "aiutano", non si vede perchè, una volta trapiantati al nord (sono molto presenti anche lì e qualcuno se ne lamenta), non aiutino più i loro studenti.A parte questo, la valutazione resta un capitolo molto spinoso: è difficile stabilire criteri oggettivi ch vengano seguiti in maniera impersonale da tutti i docenti, ma addirittura (è stato sperimentato) lo stesso docente valuta in maniera diversa in momenti diversi. Dovremmo sforzarci d iridurre il margine d'errore, fare in modo che gli alliev non si aiutino a vicenda, formulare dei test davvero validi.Ma tutto questo significa lavorare duramente, sperimentare il più possibile, mettersi continuamente in discussione.Bisogna comrendere che, se le promozioni nominali sono la mistificazione più facile da realizzare, l'ingiustizia che ne consegue non giova di certo all'apprendimento ed alla formazione.

  5. Al riguardo qualcuno ha obiettato che, se gli insegnanti meridionali "aiutano", non si vede perchè, una volta trapiantati al nord (sono molto presenti anche lì e qualcuno se ne lamenta), non aiutino più i loro studenti.A parte questo, la valutazione resta un capitolo molto spinoso: è difficile stabilire criteri oggettivi ch vengano seguiti in maniera impersonale da tutti i docenti, ma addirittura (è stato sperimentato) lo stesso docente valuta in maniera diversa in momenti diversi. Dovremmo sforzarci d iridurre il margine d'errore, fare in modo che gli alliev non si aiutino a vicenda, formulare dei test davvero validi.Ma tutto questo significa lavorare duramente, sperimentare il più possibile, mettersi continuamente in discussione.Bisogna comrendere che, se le promozioni nominali sono la mistificazione più facile da realizzare, l'ingiustizia che ne consegue non giova di certo all'apprendimento ed alla formazione.

  6. E se da qui facessimo partire una discussione che approfondisca i più acreditati dettami docimologici e ci impegnassimo a sperimentarne la validità,confrontandone i risultati?Non vi sembra una delle cose da fare per cominciare a chiarirci le idee?

  7. E se da qui facessimo partire una discussione che approfondisca i più acreditati dettami docimologici e ci impegnassimo a sperimentarne la validità,confrontandone i risultati?Non vi sembra una delle cose da fare per cominciare a chiarirci le idee?

  8. Annarita, ti confesso che anche a me ogni tanto prende lo scoramento di fronte a questioni che si trascinano da secoli con diagnosi chiare e terapie note ma non si muove foglia … credo che solo a pochi importi davvero qualcosa anche di una scuola migliore. Noi, comunque, continueremo ad incazzarci da veri ingenui.
    Buon ferragosto anche a te Annarita

  9. E no, non ci sto. Il problema vero, se si vuole affrontare, non è, a mio parere, incentrato sulla valutazione. Su questo punto molto c'è da dire, ma le dissertazioni non creerebbero una disparità, come invece mi sembra che ormai da troppo tempo si vuol creare fra nord e sud. Gli insegnanti sono asini? Sì, ma solo quelli del sud. Gli insegnanti regalano voti (e non "non sanno valutare", concetto a mio avviso più alto, che non rispecchia il vero senso dell'idea che si vuol far passare). Sì, ma solo al sud. Ecco il vero problema: questa differenziazion​e nella professionalità​ docente esiste veramente, fra nord e sud? O siamo alle solite?

  10. E no, non ci sto. Il problema vero, se si vuole affrontare, non è, a mio parere, incentrato sulla valutazione. Su questo punto molto c'è da dire, ma le dissertazioni non creerebbero una disparità, come invece mi sembra che ormai da troppo tempo si vuol creare fra nord e sud. Gli insegnanti sono asini? Sì, ma solo quelli del sud. Gli insegnanti regalano voti (e non "non sanno valutare", concetto a mio avviso più alto, che non rispecchia il vero senso dell'idea che si vuol far passare). Sì, ma solo al sud. Ecco il vero problema: questa differenziazione nella professionalità docente esiste veramente, fra nord e sud? O siamo alle solite?

  11. E no, non ci sto. Il problema vero, se si vuole affrontare, non è, a mio parere, incentrato sulla valutazione. Su questo punto molto c'è da dire, ma le dissertazioni non creerebbero una disparit

  12. E no, non ci sto. Il problema vero, se si vuole affrontare, non è, a mio parere, incentrato sulla valutazione. Su questo punto molto c'è da dire, ma le dissertazioni non creerebbero una disparit

  13. E no, non ci sto. Il problema vero, se si vuole affrontare, non è, a mio parere, incentrato sulla valutazione. Su questo punto molto c'è da dire, ma le dissertazioni non creerebbero una disparit

  14. E no, non ci sto. Il problema vero, se si vuole affrontare, non è, a mio parere, incentrato sulla valutazione. Su questo punto molto c'è da dire, ma le dissertazioni non creerebbero una disparit

  15. E no, non ci sto. Il problema vero, se si vuole affrontare, non è, a mio parere, incentrato sulla valutazione. Su questo punto molto c'è da dire, ma le dissertazioni non creerebbero una disparit

  16. E no, non ci sto. Il problema vero, se si vuole affrontare, non è, a mio parere, incentrato sulla valutazione. Su questo punto molto c'è da dire, ma le dissertazioni non creerebbero una disparit

  17. Molti docenti meridionali si laureano al centro o al nord, quindi, superato il consorso a cattedra (ai miei tempi era così), vengono immessi in ruolo un po' in tutta Italia, ma, come faceva notare qualcuno, spesso al nord. Come mai queste persone al nord risultano capaci di valutare (e insegnare), mentre al sud "aiuterebbero"?Inoltre, in genere, ogni scuola ha un docente referente formato da Indire; questa differenza è stata rilevata anche tra i docenti referenti? La preparazione di questi ultimi è stata differenziata tra nord e sud? Negli anni scorsi sono state evidenziate anomalie nella compilazione dei questionari? In quali zone d'Italia?

  18. Molti docenti meridionali si laureano al centro o al nord, quindi, superato il consorso a cattedra (ai miei tempi era così), vengono immessi in ruolo un po' in tutta Italia, ma, come faceva notare qualcuno, spesso al nord. Come mai queste persone al nord risultano capaci di valutare (e insegnare), mentre al sud "aiuterebbero"?Inoltre, in genere, ogni scuola ha un docente referente formato da Indire; questa differenza è stata rilevata anche tra i docenti referenti? La preparazione di questi ultimi è stata differenziata tra nord e sud? Negli anni scorsi sono state evidenziate anomalie nella compilazione dei questionari? In quali zone d'Italia?

  19. E, se fosse vero che i docenti hanno barato, l'Indire si è chiesta se i test fossero adeguati alle programmazioni che l'autonomia permette di attuare, al sud come al nord?Sono stati effettuati, nelle scuole italiane, corsi che formassero i docenti italani alla filosofia del progetto P.I.S.A.?Molti (ed io sono tra questi) hanno espresso perplessità sulla formulazione dei quesiti e sul punteggio dei singoli esercizi; sono state correlate le anomalie riscontrate con questa forma di valutazione, che assegna all'esercizio un punteggio pari a zero anche laddove una parte delle risposte sia esatta? P.S. Lla mia esperienza riguarda i test per le scuole superiori, ma credo che anche per le scuole medie venga adotato lo stesso criterio di formulazione.

  20. E, se fosse vero che i docenti hanno barato, l'Indire si è chiesta se i test fossero adeguati alle programmazioni che l'autonomia permette di attuare, al sud come al nord?Sono stati effettuati, nelle scuole italiane, corsi che formassero i docenti italani alla filosofia del progetto P.I.S.A.?Molti (ed io sono tra questi) hanno espresso perplessit

  21. E, se fosse vero che i docenti hanno barato, l'Indire si è chiesta se i test fossero adeguati alle programmazioni che l'autonomia permette di attuare, al sud come al nord?Sono stati effettuati, nelle scuole italiane, corsi che formassero i docenti italani alla filosofia del progetto P.I.S.A.?Molti (ed io sono tra questi) hanno espresso perplessit

  22. E, se fosse vero che i docenti hanno barato, l'Indire si è chiesta se i test fossero adeguati alle programmazioni che l'autonomia permette di attuare, al sud come al nord?Sono stati effettuati, nelle scuole italiane, corsi che formassero i docenti italani alla filosofia del progetto P.I.S.A.?Molti (ed io sono tra questi) hanno espresso perplessit

  23. E, se fosse vero che i docenti hanno barato, l'Indire si è chiesta se i test fossero adeguati alle programmazioni che l'autonomia permette di attuare, al sud come al nord?Sono stati effettuati, nelle scuole italiane, corsi che formassero i docenti italani alla filosofia del progetto P.I.S.A.?Molti (ed io sono tra questi) hanno espresso perplessit

  24. E, se fosse vero che i docenti hanno barato, l'Indire si è chiesta se i test fossero adeguati alle programmazioni che l'autonomia permette di attuare, al sud come al nord?Sono stati effettuati, nelle scuole italiane, corsi che formassero i docenti italani alla filosofia del progetto P.I.S.A.?Molti (ed io sono tra questi) hanno espresso perplessit

  25. E, se fosse vero che i docenti hanno barato, l'Indire si è chiesta se i test fossero adeguati alle programmazioni che l'autonomia permette di attuare, al sud come al nord?Sono stati effettuati, nelle scuole italiane, corsi che formassero i docenti italani alla filosofia del progetto P.I.S.A.?Molti (ed io sono tra questi) hanno espresso perplessit

  26. E, se fosse vero che i docenti hanno barato, l'Indire si è chiesta se i test fossero adeguati alle programmazioni che l'autonomia permette di attuare, al sud come al nord?Sono stati effettuati, nelle scuole italiane, corsi che formassero i docenti italani alla filosofia del progetto P.I.S.A.?Molti (ed io sono tra questi) hanno espresso perplessità sulla formulazione dei quesiti e sul punteggio dei singoli esercizi; sono state correlate le anomalie riscontrate con questa forma di valutazione, che assegna all'esercizio un punteggio pari a zero anche laddove una parte delle risposte sia esatta? P.S. Lla mia esperienza riguarda i test per le scuole superiori, ma credo che anche per le scuole medie venga adotato lo stesso criterio di formulazione.

  27. ahahhaahahha scusate la mia risate ma tutta questa storia mi fa sbellicare dalle risate….la scuola è rimasta ferma ai giudizi!!!ahaha​haahahha mentre le innovazioni vanno verso la collaborazione si cerca ancora di capire di capire chi è più bravo e chi no….senza considerare le possibilità di associare più competenze

  28. ahahhaahahha scusate la mia risate ma tutta questa storia mi fa sbellicare dalle risate….la scuola è rimasta ferma ai giudizi!!!ahahahaahahha mentre le innovazioni vanno verso la collaborazione si cerca ancora di capire di capire chi è più bravo e chi no….senza considerare le possibilità di associare più competenze

  29. ahahhaahahha scusate la mia risate ma tutta questa storia mi fa sbellicare dalle risate….la scuola è rimasta ferma ai giudizi!!!ahahahaahahha mentre le innovazioni vanno verso la collaborazione si cerca ancora di capire di capire chi è più bravo e chi no….senza considerare le possibilit

  30. ahahhaahahha scusate la mia risate ma tutta questa storia mi fa sbellicare dalle risate….la scuola è rimasta ferma ai giudizi!!!ahahahaahahha mentre le innovazioni vanno verso la collaborazione si cerca ancora di capire di capire chi è più bravo e chi no….senza considerare le possibilit

  31. ahahhaahahha scusate la mia risate ma tutta questa storia mi fa sbellicare dalle risate….la scuola è rimasta ferma ai giudizi!!!ahahahaahahha mentre le innovazioni vanno verso la collaborazione si cerca ancora di capire di capire chi è più bravo e chi no….senza considerare le possibilit

  32. ahahhaahahha scusate la mia risate ma tutta questa storia mi fa sbellicare dalle risate….la scuola è rimasta ferma ai giudizi!!!ahahahaahahha mentre le innovazioni vanno verso la collaborazione si cerca ancora di capire di capire chi è più bravo e chi no….senza considerare le possibilit

  33. ahahhaahahha scusate la mia risate ma tutta questa storia mi fa sbellicare dalle risate….la scuola è rimasta ferma ai giudizi!!!ahahahaahahha mentre le innovazioni vanno verso la collaborazione si cerca ancora di capire di capire chi è più bravo e chi no….senza considerare le possibilit

  34. ahahhaahahha scusate la mia risate ma tutta questa storia mi fa sbellicare dalle risate….la scuola è rimasta ferma ai giudizi!!!ahahahaahahha mentre le innovazioni vanno verso la collaborazione si cerca ancora di capire di capire chi è più bravo e chi no….senza considerare le possibilit

  35. Concordo in massima parte, Gianni. Ho due figlie uscite da pochi anni dal Liceo e so bene come le valutazioni siano aleatorie, specialmente da parte di quegli insegnanti che delegano alle lezioni private di colleghi compiacenti le loro responsabilità.
    Personalmente sono del nord e di manica larga. Allo scrutinio non finale difficilmente scendo sotto il 7 perchè la mia valutazione è quotidiana, fatta di molte variabili: intersoggettive, soggettive, comportamentali, motivazionali, collaborative, performanti ecc, e tendo a vedere ciò che i miei studenti/esse sanno fare e capire e non ciò che NON.
    Non so fino a che punto introdurre criteri di standardizzazione sia la panacea, perchè i criteri valutativi dipendono, comunque, dalla didattica che si imposta e,IMHO, siamo ancora lontani concettualmente da una rivisitazione metodologica per poter affontare a priori un discorso sulla valutazione. Meglio focalizzare l’attenzione su altre cose.

  36. Questo me l’ero perso mentre ero in vacanza 🙂 Ma sto recuperando.

    Personalmente io non sono una di manica larga (lo ammetto, condividendo in pieno ciò che ha detto Gianni rispetto al rapporto con la rigidità del super-io) ma neanche un’arpia: la valutazione è un momento condiviso che mi/ci serve a capire se abbiamo fatto un buon lavoro.
    Se una certa prova di verifica si rivela fallimentare o livellata verso il basso per la maggior parte del gruppo classe, in primo luogo mi chiedo che cosa ho sbagliato io: il percorso? il tipo di verifica? la “consegna”?
    Perché la responsabilità ricade anche su di me.

    Sul discorso voti e sulla loro “distribuzione geografica”, credo che occorrerebbe distinguere: il grado di istruzione (università comprese), l’organizzazione scolastica (per l’elementare, vedi voce: tempo pieno) e il contesto socio-culturale in cui è inserita l’istituzione. Es: se un bambino (in un contesto difficile, senza aiuto a casa) fa un percorso che possiamo definire da 0 a 5 ed un altro (figlio di professionisti, che vive in un ambiente culturalmente stimolante) parte da 6 e arriva a 8, dove ho lavorato meglio? E il primo lo boccio?

    Poi la cosa diventa veramente complicata se andiamo a considerare queste benedette prove INVALSI, che hanno mandato in tilt un sacco di colleghe (un po’ a torto, un po’ a ragione). Lì, secondo me, c’è gente che ha barato per terrore, anche quando non ne avrebbero avuto motivo. E secondo me non è stata una bella lezione per gli studenti (anche se i genitori hanno gradito).
    La disabitudine ad essere valutati, per i docenti, è secondo me uno dei peggiori ostacoli a quella ricerca di cui parlava Annarita… E lo scoramento è ormai di casa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.