Ivan, un amico ci ha lasciati

Poche ore fa Noa Carpignano mi raggiunge con una mail in cui informa me e altri amici che eravamo presenti allo SchoolBoolCamp di Fosdinovo lo scorso settembre che Ivan, che avevamo conosciuto in quell’occasione, non è sopravissuto ad un ictus che lo aveva colpito due settimane fa.

Ivan era, a quel tempo e lo rimasto anche dopo le recenti elezioni amministrative, vicesindaco di quel bellissimo paesino arroccato sulle pendici delle Apuane, tra la Toscana e la Liguria ed anche in quella veste avava dato un grande aiuto al successo dello SchoolBookCamp 2009 e lo stava dando anche a quello previsto per la metà di settembre di quest’anno

Ivan, nome di battaglia di Dante Bernardini era un energico rappresentate di quella politica dura e pura che lotta per un idea, che amministra per il popolo, si, per i popolo.

Ivan, 63 anni,  storico ambientalista della Lunigiana, pioniere dell’agricultura e dell’agriturismo biologico, tra i fondatori di Radio Popolare è stato attivo difensore dei valori dell’antifascismo e della pace.

Ricordo una piacevole avvenutura vissuta a suo diretto contatto lo scorso anno. Ivan aveva trovato per me e per per un altro partecipante al Camp alloggio presso un B&B di fidati “compagni”, un luogo per “amici” veri.

Già la presentazione così singolare del luogo dove avremo alloggiato mi avave messo in allarme: perchè un ambiente tanto esclusivo? cosa poteva mai avere di tanto singolare da renderlo adattatto a “veri amici”?

Ivan ci carica sulla sua auto e, dopo abbondante e gustossima cena a base di salumi, sgabei, testaroli col pesto ed altrettanto abbondante innaffiatura di un bianchetto locale, si avventura per una stradina sterrata.

Vedrete domani mattina in quale paesaggio stupendo e incontaminato è collocata la casa diove sarete ospiti, ci dice Ivan. E via a decantare le qualità del luogo.

Il percorso sullo sterrato che mette a dura prova le sospensioni e la marmitta dell’auto di Ivan non finiva mai, sempre più dentro un bosco fitto fitto, sempre più buio, stradina sempre più stretta…..

All’improvviso la voce raggiante di Ivan ci annuncia “arrivati!!!”. Arrivati? diciamo noi … qua non si vede nulla, … è tutto buio, …. non si vede una costruzione ….

Aspettate domani mattina, con la luce, e ammirarete un paesaggio da favola, ci comunica con il suo solito e contaggioso entusiasmo Ivan. Ci facciamo largo tra i rovi e vediamo una luce fioca che esce da una casina tipo nonna di Cappuccetto Rosso e, all’improvviso, si illumina pure la casa dove avremo dovuto abitare per tre notti.

Un bel casale in pietra, fresco di restauro gestito da una coppia di figli dei fiori in ritardo storico ….

Entriamo in casa, pulita ma “sobria”, nel senso che l’unico armadio disponibile era la nostra valigia; bagno in comune, forse un cuscino ….

Aperta la finestra per arieggiare entra un pipistrello, fatto uscire dopo mezz’ora di estenuante negoziazione con lo stesso.

Considerata l’ora, e la gentilezza di Ivan, decidiamo di rimanere (anche perchè non avermo saputo dove altro andare).

L’indomani mattina, all’apertura delle imposte un paesaggio davvero stupendo ci si era offerto: bosco fitto, rapaci, aria frizzante, silenzio di tomba. Luogo ideale per meditare o per rintanarsi con un amore  di fresco conio, ma per chi come noi, che gira per alberghi quasi tutti i giorni … un po’ … scomodo. Decidiamo di abbandonare il paradiso terrestre per qualcosa di più terrestre e meno paradiso.

Ivan, venuto a prelevarci, alla comunicazione dell’abbandono del luogo, ghignando, ci disse … immaginavo…..

Grande Ivan, dal cuore d’oro …. Mi mancherai, ci mancherai … Verrò a portare un fiore sulla tua tomba quando, a  settembre, sarò ancora a Fosdinovo …

Con me ricordano Ivan

Noa Carpignano

Mario Guaraldi

Archivi della Resistenza

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Commenti

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