Perché dovremo fare i preliminari cognitivi?

22 Apr di Gianni Marconato

Perché dovremo fare i preliminari cognitivi?

Cattura preliminari

Venerdì scorso stavo lavorando con un gruppo di insegnanti e formatori. Quotidiane esplorazioni del mestiere di insegnare.

Una partecipante ci racconta una storia di didattica: una lezione da lei tenuta poche ore prima, su di un tema trattato più volte in precedenza, solo che questa volta (?)  non era riuscita ad agganciare il gruppo (giovani apprendisti).

Analizziamo il suo racconto, che sollecito essere molto dettagliato, soprattutto relativamente ai primi minuti di lezione (si trattava del primo incontro con quel gruppo).

Dopo la rituale presentazione, la collega inizia a presentare il contenuto del suo intervento, ed alle prime domande rileva subito la totale assenza del gruppo, assenza che continua per tutto l’intervento, salvo poche, stanche, estraniate interazioni. L’intervento si chiude, ovviamente, senza neppure la frase canonica: “è stato bello, peccato sia durato poco”.

Riesaminiamo il caso e ad un certo punto mi “scappa” l’analogia: sono forse mancati i preliminari … cognitivi? Enfatizzando, per chi non lo avesse capito (e c’era chi non lo aveva) la questione dei preliminari … e, attivato il pensiero analogico, la discussione parte … Ben focalizzata, perché è chiaro di cosa si stia parlando.

E si “scopre” che senza adeguati “preliminari”, questa volta cognitivi, è difficile avere una buona e convinta partecipazione dei partner. E se i partner (nell’apprendimento) non partecipano, la relazione (educativa) sarà insoddisfacente. Per tutti.

Troppo spesso le nostre lezioni assomigliano ad un saltare addosso ai nostri studenti, sommergendoli di contenuti a loro estranei, senza aver fatto, preliminarmente, alcun tentativo di portarli dentro a quello che noi intendiamo fare con loro: offriamo (o imponiamo?) il nostro sapere che resterà sempre a loro estraneo. Alcuni lo rifiuteranno platealmente e respingeranno il nostro focoso assalto (messaggeranno, leggeranno – on-line – la gazzetta sportiva …); altri, educatamente, fingeranno partecipazione con qualche segno  di presenza (un cenno del capo, un si, qualche assente risposta ad una domanda …) ma ascolteranno passivamente e tutto sarà come non fosse successo.

Sarà stata un po’ irrituale la mia analogia, ma pare abbia funzionato. Abbiamo, infatti, lungamente parlato sull’attivazione, come primo passo di una nuova sessione didattica. Non puoi “avere” i tuoi studenti se prima non li …scaldi ….

 

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