Perché le intelligenze multiple non sono differenti stili di apprendimento?

Gardner
È lo stesso Gardner creatore, come noto, una trentina di anni fa del concetto di Intelligenze Multiple a dirlo a chiare lettere in un suo recente post pubblicato in un blog del The Whashington Post .

Gardner, con l’estrema onestà intellettuale che caratterizza i grandi, si toglie un sassolino dalla scarpa (It is high time to relieve my pian and to set   the  record straight) e afferma chiaramente che la sua nozione di “intelligenze multiple” non ha nulla a che vedere con differenti stili di apprendimento.

Nell’affermarlo riconosce di aver sottovalutato per troppo tempo la tendenza, assai diffusa anche tra suoi autorevoli estimatori, di assimilare i due concetti tanto da fare dei sinonimi.

Nel suo post, Gardner, precisa la questione.

Le “intelligenze multiple” come da lui concepite, sono delle facoltà mentali, relativamente indipendenti, che ogni persona possiede e che utilizza per affrontare le cose del mondo.

La nozione di “stile di apprendimento” non è, sempre secondo Gardner, intrinsecamente coerente perché una volta denominato uno stile, chi lo ha fatto non ha determinato i criteri per delimitare lo stile stesso, come riconoscerlo, valutarlo e svilupparlo. Inoltre, per tutti gli stili di apprendimento definiti in letteratura non esistono prove che sostengano che una didattica coerente abbia prodotto risultati migliori di una didattica generalistica.

Gardner conclude mettendo in guardia che le differenti  forme di intelligenza non vengano utilizzate come etichette per ascrivere una persona ad una categoria cognitiva ed offre delle piste per una didattica efficace alla luce di queste considerazioni.

Questi i suoi consigli:
  1. Individualizzare per quanto possibile l’insegnamento facendo in modo che ogni studente si senta a proprio agio ed apprenda in modo efficace. Questo è possibile solo attraverso l’ “ascolto”;
  2. Insegnare in modo plurale (pluralize), utilizzando differenti modalità e prospettive didattiche;
  3. Abbandonare il termine “stile” che confonde e non è di alcun aiuto né all’insegnante, né agli studenti.
Mi piace questa precisazione di Gardner perchè mette in evidenza come sia facile cadere in semplificazioni concettuali e perchè mette in chiaro come non sia possibile procedere a schematizzazioni quando si parla di apprendimento. Inutile ricordare quanto sia complesso ed imprevedibile il processo di apprendimento e quanto sia inutile usare ricette quando si insegna.
Non so se questo outing di Howard Gardner sia sincero o se non sia una preparazione del lancio del suo nuovo libro atteso per il 22 ottobre The App Generation: How Today’s Youth Navigate Identity, Intimacy, and Imagination in a Digital World.

 

http://www.washingtonpost.com/blogs/answer-sheet/wp/2013/10/16/howard-gardner-multiple-intelligences-are-not-learning-styles/

 

http://www.amazon.com/The-App-Generation-Navigate-Imagination/dp/0300196210

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