L’ "esperto" risponde (su Internet Magazine)

12 Gen di Gianni Marconato

L’ "esperto" risponde (su Internet Magazine)

Nel numero in edicola di Internet Magazine parlano di e-learning (che parolaccia …..). Dopo varie informazioni passano la parola agli “esperti”. E chi ti trovo tra questi? Niente poppo’di meno che Gianni Marconato…..

Cosa dice il nostro?
In attesa di poter pubblicare il pdf (esigenze editoriali, mi dicono), ecco il “verbo”.


1 – Quanto è importante la progettazione Web in un progetto di e-learning?

Premetto che il mio punto di vista è quello dell’apprendimento. Con e senza le tecnologie. Da questo punto di vista la “progettazione web” nel così detto e-learning (l’”apprendimento elettronico” non esiste. E’ fuorviante pensare che apprendere con le tecnologie sia diverso dall’apprendere senza) è del tutto irrilevante. Come una “buona” aula, confortevole, bene illuminata, con sedute comode è irrilevante ai fini di come e cosa viene appreso anche se è migliore di un’aula fatiscente. Le tecnologie devono essere efficienti, ma per apprendere ci vuole altro. Ci vuole una buon modello di apprendimento, una buona progettazione didattica, una buona tecnica didattica. Cui asservire le tecnologie. Non si impara “dalle”, ma si impara “con” le tecnologie. La tecnologia può essere un buon partner cognitivo che aiuta a pensare meglio, a rappresentare ciò che sappiamo, a collaborare e costruire.

2 – Quali sono, a tuo parere, gli elementi più critici in una piattaforma Web di e-learning, quelli cui un progettista dovrebbe prestare la massima attenzione?

Coerentemente con quanto ho detto prima, un informatico dovrebbe preoccuparsi di mettere a disposizione dei “tecnici” dell’apprendimento un sistema performante, che non crei problemi; ne a chi insegna ne a chi apprende. Deve preoccuparsi di rendere le tecnologie “trasparenti” perche gli utilizzatori si possano concentrare sul “core business”: l’apprendimento. Non credere, ed operare di conseguenza, che la tecnologia sia il perno attorno a cui ruota il sistema. Deve preoccuparsi di integrare differenti applicazioni in relazione agli obiettivi di apprendimento che l’azione formativa ha assunto. La “piattaforma” non è data da un unico applicativo ma da un aggregato di applicativi. Ciò che davvero serve in una azione formativa sono, normalmente, solo poche funzionalità. Rendere sempre più “ricche” e “fantasiose” le applicazioni può gratificare l’informatico ma, raramente, porta ad un valore aggiunto per l’apprendimento.

3 – Wiki, blog, podcast, social bookmark: quali strumenti del Web 2.0 possono arricchire una piattaforma di e-learning e quali invece la possono solo complicare?

Tutti gli strumenti 2.0 possono arricchire l’ambiente tecnologico per l’apprendimento perché i presupposti del social networking sono gli stessi di un buon ambiente di apprendimento. Il coinvolgimento attivo della persona che apprende; la costruzione “dal basso”, meglio se collaborativa, di nuova conoscenza; l’utilizzo delle conoscenze e delle esperienze della altre persone. L’esplorazione, la conversazione, la collaborazione, la costruzione, sono i meccanismi che favoriscono un apprendimento significativo. L’unico problema che vedo è l’uso consapevole ed appropriato dei diversi strumenti e, questo, spesso manca. La rete, il web 2.0, sono le vere “nuove tecnologie” per l’apprendimento perché rendono possibile, con relativa facilità, la realizzazione di “attività di apprendimento”, in modo attivo e collaborativo, prima non possibili o possibili con molta meno efficienza ed efficacia.

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