31 Gen di Gianni Marconato

Basta non far danni …

Una delle letture che si sta dando dei mis-fatti istituzionali che imperversano nel pianeta-scuola è che tutto questo, con pseudo-autorevole supporto di pennaioli di regime, abbia lo scopo di affossare la scuola pubblica.

L’affossamento, si badi bene, non sta avvenendo in modo conclamato, come attraverso una riforma organica, ma in modo subdolo, sotteranneo, a suon di micro provvedimenti spesso annidati in mega articolati di leggi che non hanno alcuna attinenza con la scuola.

Provvedimenti micro, solo apprentemente casuali e disomogenei ma guidati da una strategia  perfida e determinata: annientare la scuola pubblica per sostituirla con una scuola privatizzata (ricordate le “fondazioni”?) governata non dalle componenti della scuola stessa ma da un consiglio di amministrazione che detta gli orientamenti in stile aziendale e dove, in coerenza con lo stile aziendale, tutta la line gerarchica è tenuta a dare il proprio contributo alla realizzazione della strategia aziendale. Chi non sia degua, chi non contribuisce adeguatamente al raggiungimento degli obiettivi viene espulso.

E’ logico attendersi che questi obiettivi di business siano prevalentemente di tipo culturale e possiamo ben immaginare di quale cultura si tratti.

Questa sciagurata strategia non potrebbe passare (avere, cioè,  il consenso di larga parte della popolazione) se a livello di opinione pubblica la scuola avesse una immagine positiva, fosse vista come un organismo attivo, moderno, efficiente, efficace, utile… Come si potrebbe bombardare una siffatta istituzione?

Ecco, allora, accompagnare l’attacco istituzionale con una campagna di deligittimazione della scuola:  insegnanti fanulloni, criminali, arretrati; studenti impreparati, ignoranti, privi di futuro, sprechi, mediocrità diffusa

Non passa giorno che sulla stampa omologata (Corriere compreso) non appaia un articolo che contribuisca  a costruire nell’opinione pubblica un’immagine negativa della scuola.

Dal mondo della scuola, pare, non venga alcuna reazione – ne istintiva, di sopravvvienza, ne cultura, ne – tantomeno – di proposta.

Ho la sensazione che la scuola non faccia sentire la propria voce, se non attraverso pochi solisti, voci fuori dal coro – per una specie di coda di paglia che riflette tutto il vissuto di inadeguatezza che la scuola stesse vive. Sa di avere consistenti limiti, che questi limiti sono dovuti, anche all’indolenza di tanta classe insegnante (sono i “bravi” insegnanti a certificare questo stato di cose e a stimare nel 50 – 70% i propri colleghi immobili, rassegnati, supini, demotivati, incompetenti).

Sarebbe, quindi  ardua impresa sostenere a spada tratta la “qualità” della scuola italiana. Farne una difesa d’ufficio, sempre, come metodo, …a prescindere.

Come sarebbe un errore accumunare tutta la scuola, tutti gli insegnanti in un’unica categoria.

Vanno denunciate le carenze ma vanno anche valorizzare le eccellenze e con queste la scuola che funziona. Solo così saremo credibili e ci prepareremo ad una scuola per il futuro

Per capire il reale stato della scuola basta leggere questa preziosa testimonianza di una madre, una madre certamente particolare ma certamente non una persona banale una, cioè, che pensa, parla e agisce per steroptipi. Parlo di Elisa Buratti, filosofa. Una persona riflessiva, una delle voci fuori dal coro di cui parlavo prima. Una voce che vale la pena di ascoltare se non altro perchè parla a favore della scuola, della buona scuola

Da un commento di Elisa ad un post di Mariaserena

.. Non si contano le volte che esci dai colloqui chiedendoti dove sbagli oppure chiedendoti dove vendono le molotov dietro l’angolo, oppure di cosa si fosse impasticcato il tizio/a che si è permesso di sparare giudizi generici a caso, oppure ……….la lista è infinta.

Con gli anni, finisci per fare il monumento anche ai piccolissimi mediocri, basta che facciano pochi danni….

Poi ci sono i “casi isolati”..i bravi prof..che non lo sono perchè hanno studiato più degli altri (magari si, anche), ma che non sono frutto di libri, emozionali o culturali..lo sono e basta..sono nati così. Non si può imparare.

So che non è bello dirlo, ma ne sono fermamente convinta.

Adoro i bravi docenti…:-)

Elisa, grazie per la lucidità e la propositività delle tue riflessioni.

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18 Commenti

  1. grazie gianni di avermi citata..

    Sto facendo la mappatura degli Istituti Superiori per quanto riguarda a quanto si siano attivati per la DSA.

    Questa storia, cominciata unicamente perchè il mio ultimo figlio Ruben, seconda media, discalculico e dislessico di ritorno, dovrà andare alle superiori.

    E facendo questa indagine, mi sto rendendo conto che sto anche facendo una mappatura dei docenti.
    Il dislessico obbliga a rimettersi in discussione, obbliga a porsi domande, obbliga ad inventarsi ogni giorno un diverso modo di “spiegare”..perchè il dislessico ti guarda e ti dice “non ho capito”, ma non è scemo, non è handiccapato..è solo uno che se gli spieghi le cose nel modo “ufficiale” non capisce.

    E così m’imbatto nella realtà….

    – i licei classici ed artistici sono i più indietro, con i prof peggiori e gli alunni peggiori. Incapaci di evolvere
    – i licei scientifici sono spaccati: mezzo liceo è come il classico, mezzo è fatto di docenti incazzati, ma che combattono. Ci sono i geni che premono dal basso.
    – gli istituti tecnici vanno a caduta…dai più istituzionali che sono rigidi, ai più dinamici (vedi alberghiero e simili) dove finiscono gli studenti-feccia-dell’umanità e dove i prof…sono i migliori.

    Mi piacerebbe che ci fossero altri genitori che partecipassero a questa mappatura in ogni provincia, almeno potremmo avere un chiaro schema da dove partire, nella positività non nella negativià.

    Sto studiando un sistema per poter premiare i migliori, cercando di attuare un progetto che finanzierà pc portatili di proprietà di ogni studente, corsi di aggiornamento ecc..per gl’insegnanti, ed un’altro, con pressioni sul provveditorato e regione per “frullare” i molossi della “cul-tura”…

    E chi se ne frega della gelmini…porterà a morte ciò che è già morto, ma non scalfirà gli altri..anzi…sarà un modo per levarsi dai piedi quell’X% d’insegnanti che sarebbe molto più felice a pontificare dalla cassa di un supermercato..:-)

  2. Prima di leggere questo post avevo fatto riflessioni parallele sullo stesso argomento. Cerco sempre il dialogo con genitori impegnativi come Elisa: sono convinta che anche l’esasperazione serve a mettere in luce la verità, francamente, una soluzione mediata o politicamente corretta credo che non porti a risolvere davvero i problemi; o comunque li risolvono in un modo che non mi interessa.
    Ma, prima ancora di rispondere nel merito del post e del commento di Elisa, vorrei premettere una mia considerazione dall’al di qua della cattedra. Una postazione che può essere comoda o scomoda, ma sulla quale non mi sento di generalizzare.
    Ho detestato senza cordialità il comportamento di molti colleghi; mi sono vergognata per loro; ho spesso dovuto rimediare a situazioni impresentabili. Ho avuto confronti durissimi coi dirigenti che, comunque, hanno enormi responsabilità della attuale situazione della scuola.
    Vi dico, Gianni ed Elisa (e mi rivolgo a voi perchè in questo momento e per ora parlo con voi anche se in rete,) che ci sono state tante situazioni in cui la molotov (più o meno virtuale) l’avrei comprata da Elisa, anche di seconda mano; situazioni in cui non sapevo se dovevo badare di più ai ragazzi o ai colleghi.
    Però che potere di contrattazione ha un docente per bene (lasciatemi questa patente, sulla preparazione posso far parlare titoli ecc) quando i sindacati, i partiti, i media ecc eseguono una puntuale danza macabra sui pochi resti della scuola?
    E qui torno al post.
    Gianni dice:”Sarebbe, quindi ardua impresa sostenere a spada tratta la “qualità” della scuola italiana. Farne una difesa d’ufficio, sempre, come metodo, …a prescindere.

    Come sarebbe un errore accumunare tutta la scuola, tutti gli insegnanti in un’unica categoria.”
    Ecco appunto: e chi decide chi sia l’eccellente o l’eccellenza quando, specialmente da quando si è parlato di “salario aggiuntivo” ossia di progetti e progettini proprio tra i più mediocri si è scatenato l’attivismo della corsa all’oro? Su questo ha scritto benissimo Antonio Saccoccio anche nel nostro Ning.
    E quando Elisa scrive:
    E chi se ne frega della gelmini…porterà a morte ciò che è già morto, ma non scalfirà gli altri..anzi…sarà un modo per levarsi dai piedi quell’X% d’insegnanti che sarebbe molto più felice a pontificare dalla cassa di un supermercato..:-)” la capisco e la abbraccio come madre che ha dovuto far cambiare scuola a una figlia che, all’epoca “studiava troppo!” come diceva il su prof di storia delle medie, e non si rendeva simpatica ai compagni, che piangeva mischiando lacrime e minestra (scusatemi ma certe immagini non si cancellano più) quando tornava da scuola e a causa di questa sofferenza si strappava di nascosto i capelli (tricotillomania diagnosticata e scomparsa cambiando scuola). DI capelli ne ho trovati un cuscinetto dietro al suo letto. No, non si può sopportare che esistano insegnanti così…
    Ma ci sono anche state nella mia storia di alunna storie di cui vi faccio grazia.
    Il problema, a mio avviso. è certamente quello che descrive Gianni e di cui ho anche io parlato nel mio post (prima che il cigno canti); però io non riesco a non dare importanza alla politica e alle conseguenze (media ecc)
    Perchè , e su questo ho una posizione diversa da quella di Elisa, se non c’è un progetto non rinascerà nulla di nulla. Se non facciamo qualcosa c’è già chi è pronto e farà: il copione è scritto, basterà andare in scena.
    Il titolo: il cigno ha cantato ovvero la scuola è morta.
    Chiudo qui.
    Ho altre cose da dire, ma ora mi sembrano marginali

  3. Ho riflettuto a lungo sulla questione del rapporto tra SCUOLA-GENITORI SOCIETA’ e cercato di mettere insieme i tasselli di tante realtà.I l rapporto di fiducia è distrutto a causa di oggettive situazioni di mancanza di rispetto reciproco. E’ vero il rispetto si guadagna, ma il sospetto no.
    A esempio: l’insegnante assegna un voto negativo e/o minaccia bocciature?
    Lo studente e i genitori rispondono minacciando una denuncia.
    I giornali parlano di studenti vessati da compagni che hanno atteggiamento da bulli o peggio?
    Ancora: alunne si prostituiscono a scuola?
    Subito si replica con la domanda: e i professori dove erano?
    Anche se è inevitabile chiederselo è evidente, secondo me, che quella è la seconda domanda.
    La prima avrebbe dovuto essere: se il fenomeno è diffuso perchè questi giovani e queste ragazzine fanno violenze o si vendono?
    Come si produce questo comportamento?
    La scuola viene considerata colpevole e subisce attacchi solo perché se li merita o anche perché nel gioco della deresponsabilizzazione generale nei confronti della crescita e della formazione dei giovani fa comodo dare le colpe tutte agli insegnanti della ex pubblica istruzione e non considerare più il diritto allo studio e alla formazione una priorità politica cui dedicare risorse e attenzione, ma anche una adeguato impegno personale?
    E non mi riferisco solo alle famiglie.

  4. bello ciò che scrivi mariaserena…e vero anche.
    Per carattere siamo diverse e questo credo porti le nostre diverse opinioni, che hanno però alla base il comune amore per il futuro.

    Io credo che il discorso di guardare le cause e di fare programmi potesse essere giusto, anche io ci ho passato la vita in questo sistema, ma credo che ora non lo sia più. Mi spiego ad attingo alla mia mente matematica per farlo…

    In qualunque principio fisico laddove un sistema si sposta oltre il 51% non vi è possibilità di recupero ma solo di ribaltamento.

    In questo momento storico credo che si possa tranquillamente parlare di 75% (vengo da un pomeriggio di festicciola di compleanno qui di mio figlio..26 12enni e relativi genitori)e ciò ce si vede e si sente oltrepassa ciò che avrei potuto immaginare anche solo 3 anni fa…

    Io non giudico ciò che possa essere bene o male, ma ne vedo il caos e la sua predominanza. I comportamenti attuali, se visti in un’ottica di solo 5 anni fa sarebbero stati tutti, perlomeno psicotici, per non andare oltre. Ora sono “normali”.
    Non credo ci sia più tempo per analisi e programmi (so di essere spietata e dura), ma in cordata..si taglia la corda per il bene di chi può farcela.

    Ora è il momento di farlo, altrimenti le buone energie per cominciare qualcosa di nuovo saranno risucchiate dalle analisi del vecchio e dai programmi per recuperarlo, basate su regole che una volta avrebbero potuto anche funzionare ma che oggi non scalfiscono più nessuno.

    I ragazzi di oggi sono il frutto di questo, non sono “buoni”, non sono “sociali”. Stanno sviluppando un nuovo mondo,non sta a me o a noi giudicare come e cosa sarà, possiamo solo vederlo formarsi ed aiutarlo senza paradigmi precostituiti basati sui nostri.

    Le “responsabilità” di essere arrivati fin qui sono talmente tante e ramificate che non se ne trovano più neanche i bandoli. Partiamo da uno stato dell’arte e non recriminiamo.

    Se dalle macerie escono buoni semi io li prendo, li porto in un terreno fertile e mi lascio le rovine alle spalle senza chiedermi più cosa e come è successo, perchè ho bisogno di nuove piante e nuovi frutti. E per fare questo vado a naso, come diceva mio nonno, mi fido di me stessa, senza programmi..perchè non c’è più tempo…mariaserena…non c’è più tempo…e solo fidandosi ed affidandosi reciprocamente “a naso” (e forse il web ci dà una grandissima mano in questo) potremo fare un movimento di persone, senza etichetta, senza titoli, senza “licenza” ma con la forza per ribaltare con il 25%..il 75%……..:-)

  5. Non è una bordata a salve la tua Elisa; certo: meglio andare a naso e a spanne che per titoli; meglio lasciar da parte il twitteraggio salottiero e da sala docenti.
    Meglio anche una compagnia franca che da bon ton affilato.
    Però un po’ di competenza non nuoce. :).

  6. ho molto apprezzato il post di Gianni e gli interventi di Elisa e Mariaserena.
    Perchè?
    perchè vedo la stessa volontà incazzata di cambiare le cose.
    non vedo il solito insegnante passivo rassegnato triste ripiegato su quelle quattro scemenze che insegna ogni giorno da anni.
    vedo la ribellione.
    non riesco neppure a capire in cosa siete diversi.
    io vedo per fortuna in tutti voi la volontà di cambiare in qualche modo.
    poi sul modo possiamo discutere.
    ma che qui la scuola sia prossima al tracollo lo condividete tutti e 3. e con me siamo 4.
    e sul ning ce ne sono ancora altri pronti ad unirsi.
    BISOGNA FARE RETE.
    I RIBELLI DEVONO UNIRSI.

    Il caso del figlio di Elisa non è affatto isolato. Ce ne sono a migliaia in Italia.
    Ed è proprio vero quello che dice Elisa: questi casi possono servire per far esplodere la bomba, possono innescare la miccia. la salutare miccia.

    Perchè il sistema-scuola sta crollando, nel giro di pochi anni resteranno solo macerie.
    La direzione ministeriale è esattamente quella contraria a quella che si dovrebbe seguire oggi.

    Ecco perchè parlo di Scuola del Futuro, e non di scuola del presente.

    Perchè chi pensa al presente pensa a fare piccoli passi, a mettere toppe. E’ un ragionare non diverso dai vari fioroni e gelmini. E’ un ragionare timido, insicuro, pericoloso.

    Chi invece pensa al Futuro sa che non bisogna pensare all’oggi, ma a quello che a partire da oggi si costruirà per una Scuola che non sia più una fabbrica per cretini, ma un luogo in cui sviluppare al massimo le proprie potenzialità.

    Ci stanno fregando. Il problema è politico, ma politico in senso lato. Se gli apprendimenti continueranno a spostarsi dalla scuola a quello che c’è oltre la scuola (e questa è la tendenza da anni), è evidente che ci saranno ragazzi svantaggiati per le condizioni socio-culturali in cui vivono.
    E questo, nel 2010, non si può accettare!

    UNIAMOCI.

    ELISA, MARIASERENA, GIANNI e chi è in ascolto.

    UNIAMOCI!

  7. Ciò che maggiormente mi sorprende è il silenzio colpevole dei sindacati, piuttosto reticenti riguardo al decreto Aprea. Di tutto si discute durante le riunioni sindacali tranne che di questo processo di aziendalizzazione che, cominicato già con la tanto decantata autonomia, sta per trovare oggi il suo pieno compimento con il raggiungimento dell'agognata aziendalizzazione in perfetto stile Toyota.L'operato di un'insegnante è qualcosa di davvero imponderabile, perchè si può essere insegnanti straordinari, sotto il profilo culturale e umano, pur non diventando una star dei progetti; si può fare il proprio dovere pur non essendo nello staff dirigenziale.A mio modestissimo avviso, maggiore sarà la ricerca della visibilità attraverso attività colaterali all'insegnamento, per dimostrare di non essere degli indolenti fannulloni, minor prestigio e carisma avrà quell'ufficio dell'insegnamento che per anni ha goduto di riconoscimento sociale.

  8. Ciò che maggiormente mi sorprende è il silenzio colpevole dei sindacati, piuttosto reticenti riguardo al decreto Aprea. Di tutto si discute durante le riunioni sindacali tranne che di questo processo di aziendalizzazio​ne che, cominicato già con la tanto decantata autonomia, sta per trovare oggi il suo pieno compimento con il raggiungimento dell'agognata aziendalizzazio​ne in perfetto stile Toyota.L'operato di un'insegnante è qualcosa di davvero imponderabile, perchè si può essere insegnanti straordinari, sotto il profilo culturale e umano, pur non diventando una star dei progetti; si può fare il proprio dovere pur non essendo nello staff dirigenziale.A mio modestissimo avviso, maggiore sarà la ricerca della visibilità attraverso attività colaterali all'insegnament​o, per dimostrare di non essere degli indolenti fannulloni, minor prestigio e carisma avrà quell'ufficio dell'insegnamen​to che per anni ha goduto di riconoscimento sociale.

  9. Ciò che maggiormente mi sorprende è il silenzio colpevole dei sindacati, piuttosto reticenti riguardo al decreto Aprea. Di tutto si discute durante le riunioni sindacali tranne che di questo processo di aziendalizzazione che, cominicato già con la tanto decantata autonomia, sta per trovare oggi il suo pieno compimento con il raggiungimento dell'agognata aziendalizzazione in perfetto stile Toyota.L'operato di un'insegnante è qualcosa di davvero imponderabile, perchè si può essere insegnanti straordinari, sotto il profilo culturale e umano, pur non diventando una star dei progetti; si può fare il proprio dovere pur non essendo nello staff dirigenziale.A mio modestissimo avviso, maggiore sarà la ricerca della visibilità attraverso attività colaterali all'insegnamento, per dimostrare di non essere degli indolenti fannulloni, minor prestigio e carisma avrà quell'ufficio dell'insegnamento che per anni ha goduto di riconoscimento sociale.

  10. Ciò che maggiormente mi sorprende è il silenzio colpevole dei sindacati, piuttosto reticenti riguardo al decreto Aprea. Di tutto si discute durante le riunioni sindacali tranne che di questo processo di aziendalizzazione che, cominicato gi

  11. Ciò che maggiormente mi sorprende è il silenzio colpevole dei sindacati, piuttosto reticenti riguardo al decreto Aprea. Di tutto si discute durante le riunioni sindacali tranne che di questo processo di aziendalizzazione che, cominicato gi

  12. Ciò che maggiormente mi sorprende è il silenzio colpevole dei sindacati, piuttosto reticenti riguardo al decreto Aprea. Di tutto si discute durante le riunioni sindacali tranne che di questo processo di aziendalizzazione che, cominicato gi

  13. Ciò che maggiormente mi sorprende è il silenzio colpevole dei sindacati, piuttosto reticenti riguardo al decreto Aprea. Di tutto si discute durante le riunioni sindacali tranne che di questo processo di aziendalizzazione che, cominicato gi

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  15. Giusto, approvo.E, per quanto posso, ci sono.
    Le esperienze comuni si intersecano, ed è subito rete. Non dobbiamo cercare da dove iniziare. Iniziamo invece da queste esperienze vere e che certamente non hanno nulla a che vedere col passato.
    La scuola, per ipotesi, è scommessa sul futuro; una cosa ben diversa dalla linea presentista che comprende (purtroppo) anche alcune realtà “culturali”laiche e perfino settori di quelle religiose .
    Lavorare coi ragazzi è sempre sfida. Quando diciamo che un ragazzo ha problemi diamo un etichetta a quello che, in realtà è IL nostro problema: l’ottusità che codifica, schematizza, scheda. Sono d’accordo, se apriamo quella porta le apriamo tutte.
    ps: e ora che devo inviare il commento inizia la mia lotta col codice CAPTCHA (a ciascuno la sua dislessia, io ho questa: ahahahah)

  16. sì antonio…il mio naso è piuttosto..sofisticato e sente le “puzze” di moribondo lontano un miglio e quando le sento mi ribello. Come i bravi docenti..sono nata così e mi piaccio anche parecchio..eheheh

    Più volte mi sono sentita dire che se non fossi una “così” buona, avrei potuto essere una Faranda…e in effetti…:-)

    La scuola, quella vecchia @mariaserena è morta. Meglio così, si vede che era vecchia e la gelmini è la degna depositaria delle pompe funebri.

    Io non sono triste, affatto, e neanche incazzata ormai…guardo e sorrido perchè il futuro che io vedo, noi vediamo e gli altri no, mi appare molto equo, e credo che Negroponte con il suo progetto per il terzo mondo, abbia fatto la cosa più bella che si potesse fare, e io, nel mio piccolissimo, lo seguo a ruota, usando un handicapp come la dsa per portare il cambiamento verso tutti.

    Sono 2 giorni che mi sto spaccando la testa nel guardare la pubblicità della diesel http://diesel.com/ che non è certo nata per caso, apparentemente allucinante nei contenuti, stravolge lo schema. Mi ci sono messa in modo aprioristico, senza pormi concettualmente in modo critico. Non so, sarà una bufalata terribile, però secondo me, al di là dei contenuti (o forse anche quelli..non lo so) ha intrinseco un concetto modale che “sento” possibile e mlto libero, sopratutto per la didattica. Non chiedetemi perchè…ancora non lo so…

    Acc…il solito “naso”…:-)

    @antonio io ci sto ad unirmi..ma premetto che ho un pessimo carattere….se non ve ne foste già accorti…:-)

    @mariasera tranquilla..da quando studio la dislessia..mi chiedo come ho fatto ad arrivare ai miei 53 anni..con tutti i problemi che ho!!!!!!!!!!!!

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