La scuola, quella che non funziona e quella che funziona

storia031

La scuola, io, la incrocio da una vita.

La scuola, io, la sto attraversando da tre prospettive.

La prima, come studente, dalle elementari alla laurea. Uno spasso …..

La seconda, come genitore di un normale “delinquente”, studente liceale , quarto anno, scientifico.

La terza, professionalmente, tanto come “consulente” di decisori politici e amministrativi, quanto come formatore, tutor, mentor, assessor, counselor, confessore  laico, sparring-partner … di tanti insegnanti.

La scuola, io, la conosco come le mie tasche (dove, quando cerco, non trovo mai quel che mi pare di averci messo).

Io, della scuola, tutto sommato, non sono tanto soddisfatto. Come, credo, la quasi totalità di coloro che stanno da una parte e dall’altra della barricata.

Io, la scuola, la potrei tranquillamente bocciare. Potrei bocciare i politici, i dirigenti, i sindacati, gli insegnanti, i genitori. salverei, solo, gli studenti. Solo perchè gli studenti della scuola sono i clienti, e come dice l’adagio, il cliente ha sempre ragione.

Io, nonostante che con la scuola ci viva,  sono generoso di critiche, spesso feroci. Attacco l’irresponsabilità dei politici (tutti), la stupidità dei dirigenti (più di qualcuno), la miopia dei sindacati (nessuno escluso), l’incompetenza degli insegnanti (diciamo la metà?).

Io, conoscendo bene la scuola, vedo tutti i giorni anche come, nella desolazione dela terra bruciata, della terra di nessuno, ci siano parecchie piante verdi; stelle che brillano in un cielo scuro.

Sono persone che non si appiattiscono nella litania  de “la colpa è di altri e io che ci posso fare?” ; persone che sentono di avere una responsabilità verso i ragazzi e le ragazze che sono stati loro affidati; persone che vivono con un forte sentimento etico il proprio lavoro; persone che mano il lavoro che fanno; persone che trovano soddisfazione a veder crescere i propri studenti; persone che studiano e si aggiornanto fino a tarda ora e pagando di tasca la propria formazione; persone che soffrono se non ci riescono ….

Persone che fanno il proprio dovere.

Nonostante nessuno glielo chieda; nessuno (o quasi)  lo valorizzi, nessuno (o quasi) lo apprezzi.  Anzi, con non pochi bastoni tra le ruote.

Sono gli insegnanti  artefici della scuola che funziona.

Una scuola che non raggiunge le prime pagine dei giornali; una scuola che non ha riconoscimento sociale; una scuola quasi invisibile … trasparente …

Ma è una scuola che fa un vero servizio agli studenti; una scuola che solo, loro apprezzano.

Sono gli insegnanti che stanno salvando la scuola italiana dallo sfascio; sono gli insegnanti che mantengono ancora viva la speranza che la scuola italiana si riprenda, che ce la possa fare.

Sono gli insegnanti che fanno quella scuola che mantiene viva le speranze  di futuro per le giovani generazioni.

Alcuni di questi insegnanti hanno dato vita a La scuola che funziona, un network già pieno di attività, un po’ caotico, ricco di dinamiche molto “umane”.

La scuola che funziona, un network che si sta arricchendo di storie di buona scuola,  di storie di buona didattica .

La scuola che funziona, un network per ora conosciuto da pochi di quegli insegnanti che senza enfasi potremo chiamare … coraggiosi.

La scuola che funziona, un network  di insegnanti che lavorano bene e con passione oggi e che vogliono preparare una scuola per il futuro.

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Written by Gianni Marconato on dicembre 16th, 2009 # Filed under Insegnanti, Scuola, Social network # 4 Comments #

4 Responses to “La scuola, quella che non funziona e quella che funziona”

  1. Cristina Galizia scrive:

    Gianni, parli di passione per il proprio mestiere. E la passione, si sa, è come la metropolitana: agisce, edifica sottoterra, viene allo scoperto solo quando il più è fatto. Non fa notizia.Riempie le pagine dei giornali solo quando crolla e fa danni.

    E così fa notizia l’ultima riforma “autunno-inverno”, fa notizia una politica bipartisan di dequalificazione della scuola pubblica, fa notizia che si gioca a tresette con i posti degli insegnanti. Fa notizia e fa rumore e copre le gioie e i dolori di chi realmente pensa a far camminare il carrozzone e far funzionare la scuola nonostante tutto.
    Nonostante gli stipendi, nonostante le strutture, nonostatnte il discredito.
    Perché? Concentrato di martiri nella scuola?
    No, certo che no, non ci sono tutti San Sebastiano nelle aule: ma chi ha SCELTO per PASSIONE di fare l’insegnante, si è dato prima l’imperativo di CREDERCI, poi il dovere di FARCELA.

    Spero che la metropolitana della scuola si arricchisca sempre di più di nuove linee e stazioni e che, passando per “Cavour“, “Santa Maria del Soccorso” e “Pietralata” non porti senza mezzi “Termini” chi ci crede dritti dritti a “Rebibbia“. :-)

  2. Mentelab scrive:

    Sul Tema la Scuola che Funziona
    potremmo proporre un Teacher Day

    annunciato tempo fà

    http://www.slideshare.net/mentelab/teacher-day

  3. Gianni Mrconato scrive:

    Perchè no, Daniele?

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