Uccidere la passione dell’insegnamento

6 Ott di Gianni Marconato

Uccidere la passione dell’insegnamento

Succede anche questo: dirigenti scolastici che si mettono di traverso all’entusiasmo, alla passione, all’impegno che tanti bravi insegnanti riescono ancora a trovare per onorare l’impegno che, avendo scelto di essere insegnanti, hanno assunto verso i propri studenti.

Non bastassero le scellerate politiche di questo governo; non bastasse il continuo assedio sociale alla loro professione: ci si mettono pure i “dirigenti” (certi dirigenti, non tutti, ma anche pochi sono troppi) che con i loro atteggiamenti, la loro arroganza, la loro ignoranza invece che sostenere gli insegnanti, invece che aprire porte, invece che faciliare, si mettono di traverso. Complicano. Ostacolano. Dirigenti che di fronte alle difficoltà di bilancio non hanno altra soluzione che svendere la scuola, l’educazione, l’istruzione al miglior piazzista per 40 sporchi denari. Dirigenti che invece di promuovere il merito, la competenza, la passione, promuovono l’ubbidienza, l’allineamento, l’appartenza, il familismo.

Doveva succedere proprio ieri, 5 ottobre, giornata mondiale dell’insegnante, una giornata in cui (forse con troppa enfasi e mistificazione e demagogia) si rende onore al difficile mestiere dell’educatore, che ben 2 care amiche mi rendessero partecipe di due storie di pessima scuola, di due storie in cui due dirigenti invece di lavorare per sostenere il difficile lavoro dei propri insegnanti fanno di tutto per mortificarli, per umiliarli, per uccidere la loro passione per l’insegnamento.

Di una prima storia (o incubo) esprimo in facebook il mio sentimento con queste parole

ascolto con soffrenza il tormento di un’amica reduce da un confronto con un dirigente scolastico che non capisce nulla di scuola e di didattica, che ha una visione ottocentesca di entrambe; soffro per tutti gli amici e le amiche insegnanti il cui entusiasmo, il cui amore per la scuola viene ucciso da persone tanto incapaci, da persone che dirigono la scuola ma … verso il baratro

Rapida, massiccia, accalorata scatta la solidarietà della rete: in poche ore  una cinquantina di reazioni che mi portano a commentare

Bellissima la solidarietà della rete all’amica-insegnante! La Nostra si sentirà meno sola nella sua resistenza quotidiana contro chi vuol distruggere la scuola pubblica e ridurla ad una filiale di un’azienda di paccottiglia Non perdere, amica, la passione per l’insegnamento!

Non bastasse questa storia di dolore, ecco una seconda. Questa volta un’altra amica mi scrive (riporto con suo consenso)

… relativamente al tuo ultimo post riguardante la tua amica anche io vivo una situazione bruttissima. Se hai avuto modo di leggere alcuni miei scritti puoi rendertene conto. Il mio dirigente sta conducendo una “gestione familiare” della scuola, vale a dire si è circondato di parenti, come moglie, sorella, cugini, nipoti,…Appena arrivato nella nostra scuola ( circa tre anni fa) ha nominato due sue comari, nonchè amiche strette, collaboratrici. Attualmente sono stati boicottati i progetti legati all’uso delle nuove tecnologie, tra cui classi 2.0 poichè la moglie e le sue amiche sono contrarie all’insegnamento ed all’uso delle nuove tecnologie. Io che ho insistito con la multimedialità e con i progetti etwinning sono stata isolata.Alla fine dell’anno scorso il mio dirigente è venuto in classe proponendomi il distacco dall’insegnamento per dedicarmi al laboratorio multimediale. In realtà si trattava di ben altro. io sono stata trasferita su tre classi prime ad insegnare storia, geografia, cittadinanza e costituzione e per la prima volta in vita mia non sono risuscita a coprire l’intero orario di insegnamento 22 ore. Di conseguenza sono costretta a utilizzare le tre ore scoperte per assistere un bambino handicappato. La mia vecchia classe, una prima a tempo pieno, era formata da quattordici alunni di cui 4 stranieri e tre portatori di handicap. Era una classe ghetto in cui il dirigente ha confinato una certa tipologia di alunni, contrariamente a quanto stabilito dal nostro regolamento di istituto.
Scusa se ti ho scritto tutto questo ma quando ho letto quello che hai scritto non ne ho potuto fare a meno. Sarebbe bello se con LSCF si riuscisse a fare qualcosa per difendere la qualità dell’istituzione scolastica, purtroppo oltraggiata da simili casi.

Non mi capacito di come un “dirigente” che tra i propri compiti dovrebbe avere quello di motivare, sostenere, sviluppare le proprie “risorse umane” sembra abbia coma mission quella di umiliarle, demotivarle, ridure all’in-azione. Quale azienda si può permettere dirigenti simili? … solo la scuola.

Esprimo così tutto il mio scoramento

purtroppo accanto a casi di ottimima dirigenza ce ne sono numerosi anche di pessima. Il tuo, non isolato, è uno di questi. Chi viene colpito è chi più si dà da fare, chi è più capace. Chi, in definitiva, con il proprio comportamento  mette in “cattiva” luce chi non sa insegnare, chi non ha voglia di fare nulla e tira a campare. Viene colpito chi ama il proprio lavoro e lo vive con senso di responsabilità. Viene colpito chi turba il quieto vivere, il tran tran della scuola-parcheggio, della scuola-custodia, della scuola-rifugio per insegnanti cui interessa solo lo stipendio. E’ avvilente che ci siano persone di questo tipo a dirigere le scuole e a insegnare. Addolora sapere di tante professionalità, come le vostre, immolate sull’altare del tornaconto personale e, peggio, di una visione di scuola come catena di montaggio (o smontaggio) di teste non pensanti e allineate.

Tutto questo nella giornata mondiale dell’insegnante

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17 Commenti

  1. Ricevo e non me la sento di tenere solo per me: "Grazie Gianni,il post che hai pubblicato e l'intervento degli altri colleghi mi hanno dato il coraggio di andare avanti e la convinzione di non essere sola a vivere queste brutte situazioni. "

  2. Insegno nella stessa scuola da 23 anni, da un paio sono vittima di mobbing pesantissimo da parte di dirigente e sue collaboratrici.​ (isolamento, tranelli, calunnie riguardanti la mia professionalità​, messa in coda anche dietro a ins precari annuali, non rispetto della graduatoria e non riconoscimento dei miei titoli, non accesso a qualsiasi incarico ecc ecc), ..siamo in buona, anzi, cattiva compagnia!Ancora, però, non ho perso l'entusiasmo di insegnare,ma mi rendo conto che mi vengono sempre meno le energie, e la lucidità mentale, necessarie per cercare, e sperimentare, nuovi percorsi e strategie d'insegnamento e di fare ricercazione. Per fortuna c'è la rete che mi permette di ascoltare voci e pensieri diversi, che mi dà il coraggio di non mollare! Si ringrazia Brunetta e il governo tutto che permette, anzi, agevola, questo clima di terrore e di soprusi.

  3. @ Leila, ho la sensazione che ci siano "ordini superiori" per tarpare le ali alle menti migliori che sono quelle non allineate. Qui si vuole ubbidienza, ordine, disciplina. Come in fabbrica, come in azienda. il dirigente di una scuola altro non è che il direttore di unità operativa che deve e rispondere al direttore di filiale (il provinciale) poi questo a quello di divisione (regionale) e ques't ultimo al grande capo. Una perfetta macchina gerarchica che deve dare esecuzione alle direttive del'amministrat​ore delegato e colpire chi non si adegua. E dato che non è agevole licenziare (ma mi sa che prima o poi ci si arriverà), si fa mobbing. Non mi stupieri se i dirigenti frequentassero corsi di come ridurre all'impotenza soggetti sgraditi attraverso tecnche di coercizione psicologica e organizzativa. Non mi spiegheri altrimenti tanti casi, tutti uguali, tutti con lo stesso schema

  4. Sì Gianni, credo tu abbia ragione. La scuola come macchina gerarchica "tritadocenti pensanti" :-D, per questo non si ha neppure la possibilità di appellarci a qualcuno.La nostra a forza siamo noi, intendendo per "noi" la nostra comunità in rete. Non per farne una questione politica, ma la classe docente, in Italia, è sempre stata, nei grandi numeri, di sinistra; bisognava mortificarla e, nello stesso tempo, non permettere loro di educare i propri studenti all'autonomia di pensiero. Questo è ciò che penso.Quest'anno ho una prima elementare e ciò che più mi ha meravigliato è la tipologia dei genitori dei miei alunni : età media sulla trentina che mi chiedono di essere severa e che desiderano che i propri figli rispondano a requisiti standard di prestazione scolastica, ossequiosi e per niente critici rispetto all'offerta formativa e agli orari proposti dalla scuola.I bambini, infatti, sono particolarmente​ passivi, timorosi di esporsi , non vivaci, ma agitati; sembrano chiusi nel loro mondo:spesso assenti e con difficoltà nel riconoscere " l'altro"" e poche domande o "battute" originali, aspetti che solitamente hanno sempre fatto di una prima classe della primaria una classe molto creativa e divertente.Ti racconto questo perchè temo che sia una realtà diffusa nella nostra zona (Provincia lombarda), "humus" che nutre la nostra realtà socio politica attuale. :-(Rimbocchiamoci le maniche!!!ps Nel nostro plesso scolastico sono state formate classi prime di serie A e classi prime di serie B :-(, sto lottando anche contro questo stato di cose:-(

  5. Io ho avuto la sensazione in tutti questi anni in cui mi sono battuto per essere solo il migliore insegnante possibile per i miei alunni, con rispetto e dignita sempre davanti a qualsiasi altra 'legge' di essere quella tipologia di persone definita scomoda o meglio direi 'pericolosa', sopratutto perchè amata, rispettata e seguita da coloro che dovrebbero essere le fondamenta di ogni scuola,… i nostri ragazzi. QUesto ha fatto scattare un meccanismo di difesa terribile da parte di dirigenti e cosidetti colleghi, che mi hanno isolato e costretto ad andare via, perchèp impossibilitato​ letteralmente a svolgere il mio lavoro… E questo ho fatto, non sono scappato, sto solo cercando un posto dove ci siano PERSONE che amino questo lavoro e che siano ogni giorno onorate soltanto da una sola cosa … sentire i ragazzi dire, professore ho capito, grazie di tutto quello che fa per noi ….

  6. Giornata World Teacher Day

    Oggi 5.10.2010 Il MIUR lancia World Teacher Day
    Finalmente anche in Italia si
    celebra il World Teacher Day
    “La ripresa inizia con gli insegnanti”:
    questo il manifesto per l’edizione del 2010;
    l’istruzione, quale catalizzatore per la crescita e
    lo sviluppo, è essenziale per il raggiungimento degli
    Obiettivi di Sviluppo del Millennio
    (Millennium Developments Goals)
    e per il raggiungimento dei target di
    “un’educazione di qualità per tutti entro il 2015”,

    peccato il ritardo

    Già nel 2008 avevamo lanciato tale
    inziativa nel Veneto , il Teacher Day
    con Insegnanti imprenditori formatori il 13.3.2008
    al Parco Scientifico e Tecnologico Vega
    ecco link http://formazione2punto0.blogspot.com/

    Daniele

  7. Condivido completamente, è successo al sottoscritto personalmente, tanto è che ho scelto di andare via dopo 20 anni che insegnavo in quella scuola …. che amarezza ….

  8. Insegno nella stessa scuola da 23 anni, da un paio sono vittima di mobbing pesantissimo da parte di dirigente e sue collaboratrici. (isolamento, tranelli, calunnie riguardanti la mia professionalità, messa in coda anche dietro a ins precari annuali, non rispetto della graduatoria e non riconoscimento dei miei titoli, non accesso a qualsiasi incarico ecc ecc), ..siamo in buona, anzi, cattiva compagnia!Ancora, però, non ho perso l'entusiasmo di insegnare,ma mi rendo conto che mi vengono sempre meno le energie, e la lucidità mentale, necessarie per cercare, e sperimentare, nuovi percorsi e strategie d'insegnamento e di fare ricercazione. Per fortuna c'è la rete che mi permette di ascoltare voci e pensieri diversi, che mi dà il coraggio di non mollare! Si ringrazia Brunetta e il governo tutto che permette, anzi, agevola, questo clima di terrore e di soprusi.

  9. @ Leila, ho la sensazione che ci siano "ordini superiori" per tarpare le ali alle menti migliori che sono quelle non allineate. Qui si vuole ubbidienza, ordine, disciplina. Come in fabbrica, come in azienda. il dirigente di una scuola altro non è che il direttore di unità operativa che deve e rispondere al direttore di filiale (il provinciale) poi questo a quello di divisione (regionale) e ques't ultimo al grande capo. Una perfetta macchina gerarchica che deve dare esecuzione alle direttive del'amministratore delegato e colpire chi non si adegua. E dato che non è agevole licenziare (ma mi sa che prima o poi ci si arriverà), si fa mobbing. Non mi stupieri se i dirigenti frequentassero corsi di come ridurre all'impotenza soggetti sgraditi attraverso tecnche di coercizione psicologica e organizzativa. Non mi spiegheri altrimenti tanti casi, tutti uguali, tutti con lo stesso schema

  10. Sì Gianni, credo tu abbia ragione. La scuola come macchina gerarchica "tritadocenti pensanti" :-D, per questo non si ha neppure la possibilità di appellarci a qualcuno.La nostra a forza siamo noi, intendendo per "noi" la nostra comunità in rete. Non per farne una questione politica, ma la classe docente, in Italia, è sempre stata, nei grandi numeri, di sinistra; bisognava mortificarla e, nello stesso tempo, non permettere loro di educare i propri studenti all'autonomia di pensiero. Questo è ciò che penso.Quest'anno ho una prima elementare e ciò che più mi ha meravigliato è la tipologia dei genitori dei miei alunni : età media sulla trentina che mi chiedono di essere severa e che desiderano che i propri figli rispondano a requisiti standard di prestazione scolastica, ossequiosi e per niente critici rispetto all'offerta formativa e agli orari proposti dalla scuola.I bambini, infatti, sono particolarmente passivi, timorosi di esporsi , non vivaci, ma agitati; sembrano chiusi nel loro mondo:spesso assenti e con difficoltà nel riconoscere " l'altro"" e poche domande o "battute" originali, aspetti che solitamente hanno sempre fatto di una prima classe della primaria una classe molto creativa e divertente.Ti racconto questo perchè temo che sia una realtà diffusa nella nostra zona (Provincia lombarda), "humus" che nutre la nostra realtà socio politica attuale. :-(Rimbocchiamoci le maniche!!!ps Nel nostro plesso scolastico sono state formate classi prime di serie A e classi prime di serie B :-(, sto lottando anche contro questo stato di cose:-(

  11. Io ho avuto la sensazione in tutti questi anni in cui mi sono battuto per essere solo il migliore insegnante possibile per i miei alunni, con rispetto e dignita sempre davanti a qualsiasi altra 'legge' di essere quella tipologia di persone definita scomoda o meglio direi 'pericolosa', sopratutto perchè amata, rispettata e seguita da coloro che dovrebbero essere le fondamenta di ogni scuola,… i nostri ragazzi. QUesto ha fatto scattare un meccanismo di difesa terribile da parte di dirigenti e cosidetti colleghi, che mi hanno isolato e costretto ad andare via, perchèp impossibilitato letteralmente a svolgere il mio lavoro… E questo ho fatto, non sono scappato, sto solo cercando un posto dove ci siano PERSONE che amino questo lavoro e che siano ogni giorno onorate soltanto da una sola cosa … sentire i ragazzi dire, professore ho capito, grazie di tutto quello che fa per noi ….

  12. Grazie Gianni,il post che hai pubblicato e l'intervento di Leila mi hanno dato il coraggio di andare avanti, e soprattutto mi sono resa conto che non sono l'unica a vivere una situazione così pesante e dolorosa. Che cosa fare? Andare via come Antonio o continuare a soffrire in silenzio? Ma per quanto? Perchè non organizziamo coma LSCF una raccolta di testimonianze e firme da inviare al nostro caro ministro sperando che non si bendi gli occhi come già fatto in altri casi nel passato?

  13. Indignata? E' ancora poco. Ma una bella denuncia, no? Io denuncerei il tutto ai sindacati ed al CSA regionale… Per iniziare, e per conoscenza al MIUR. Poi vediamo che succede. Dico non si può essere mortificate fino a questo punto. Non possiamo farci mettere i piedi in faccia così. E' oltraggioso!!!!

  14. Caro Gianni, su fb ti chiedevo ironicamente di soffrire un po’ anche per me, perchè anch’io ho subito un’ingiustizia che stranamente oggi al Collegio (non c’ero ma mi è stato riferito) è stata ammessa e si è verbalizzato che non accadrà in futuro (grazie, ormai il capo aveva sistemato la sua figlioccia). Purtroppo anche nella mia realtà si portano avanti persone per clientelismo (la figlia collaboratrice, ma questo è un bene per i bambini) e per favori elettorali (se non sei del paese e non puoi dargli i voti, non sei presa in considerazione)e vengono difese a spada tratta e guarda caso sono le peggiori insegnanti che abbia mai incontrato. Due anni fa avevo preso la decisione di trasferirmi, ma grazie al nostro ministro sono stata costretta a rimanere.
    E’ una magra consolazione sapere che certe cose non capitano solo a te, ma ti aiutano a farti andare avanti e perseguire il sogno. Il sogno di una scuola in cui tutti cooperano per un fine comune.

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