Cos’è la conoscenza in azione?

13 Apr di Gianni Marconato

Cos’è la conoscenza in azione?

Competenze15
L’idea di “conoscenza in azione” ci porta diritti alle “famigerate” competenze. Famigerate perché sono più parlate che agite e perché temo si rivelino l’ennesimo espediente semantico per non cambiare nulla. Come diceva quello: “basta la parola” (ometto per decenza il riferimento commerciale). I fatti non contano.
Conoscenza in azione, Knowledge in Action, la conoscenza che prende forma, che si usa per fare; una delle diverse forme di conoscenza (riprenderò questo tema).
Come mettere in azione la conoscenza?
La crescente attenzione anche a scuola per le competenze ci obbliga ad una riflessione profonda sul suo significato e sulle modalità didattiche da usare per favorirne lo sviluppo, riflessione che non farò qui, primo perché siamo in un blog e, secondo, perché di buone definizioni se ne trovano a bizzeffe (*). Come non entro nel merito del perché la scuola debba assumere la prospettiva della competenza
Cercherò, invece, di mettere in evidenza caratteristiche e implicazioni, riflettendo sui cambiamenti che inevitabilmente si dovranno fare, se si vuole fare didattica per competenze.
1.
La didattica per competenze obbliga ad un’azione corale di tutti gli insegnanti (non è una didattica individuale);
2.
La didattica per competenze obbliga ad abbandonare l’organizzazione della didattica per discipline (l’organizzazione della didattica per discipline, non le discipline);
3.
La didattica per competenze obbliga ad organizzare la didattica in unità di insegnamento estese (l’ “ora” di lezione non regge);
4
La didattica per le competenze (una didattica interamente per competenze) non è possibile in questa scuola per come è organizzata;

5.

La didattica per competenze rende obsolete metodologie didattiche di tipo trasmissivo (lo studente deve mobilitarsi anche cognitivamente);

6.
La didattica per competenze obbliga la scuola ad uscire dalle sue mura (la realtà il territorio sono le dimensioni della competenza);
7.
La didattica per competenze obbliga a ristrutturare tutto il sistema di valutazione (si valuta mentre si apprende);
8.
La didattica per competenze rende inutili gli abituali strumenti per la valutazione (è una valutazione fatta nel processo);
9.
La didattica per competenze obbliga a rompere l’organizzazione dei contenuti in forma ordinata e lineare (la trattazione dei contenuti è regolata dalle attività di apprendimento, non dalla disciplina); 
10
La didattica per competenze obbliga ad inserire tra i “contenuti” anche abilità personali, sociali e cognitive (le risorse per la competenza sono di varia natura);
11
La didattica per competenze porta ad abbandonare attività didattiche e prestazioni richieste agli studenti di tipo semplice (la competenza si sviluppa e si valuta nello svolgimento di attività complesse e reali).  
Tantissimi cambiamenti: concettuali, operativi, organizzativi, logistici, contrattuali, normativi: le competenze sono per una scuola nuova, non solo rinnovata.
Quello che vedo lavorando con varie tipologie di scuole, nella migliore delle situazioni, è una scolasticizzazione delle pratiche per le competenze nel nome della fattibilità della “didattica per le competenze”.
Vedo approcci per una didattica per competenze a livello di disciplina, vedo ideare “compiti autentici” che si riducono a situare (nominalmente) un normale problemino scolastico in un contesto di realtà, vedo UDA che sono un insieme di esercizi o esercizi lunghi: tutto questo tradisce l’essenza delle competenze e le riconduce nell’alveo delle più tradizionali pratiche scolastiche.
Che fare tra il tradimento delle competenze e la rinuncia ad ogni tentativo di qualificare la didattica?
Una strada io la vedo: creare delle “enclave” di didattica autentica per le competenze, piccoli spazi operativi e concettuali, qualche settimana dove l’intera scuola, tutti gli insegnanti, tutte le classi, fanno una sperimentazione senza alcun compromesso metodologico ed operativo di una “vera” didattica per le competenze.
Uno “spazio competenze”:
  • ben preparato con formazione, progettazione, sviluppo attività di apprendimento e di strumenti di valutazione;
  • valorizzato attraverso adeguata comunicazione interna ed esterna;
  • ad alta visibilità;
  • sostenibile perché intenzionalmente isolato dalle normali attività didattiche;
  • che serve a “provare” i reali meccanismi organizzativi, logistici, didattici della didattica per competenze,
  • che serve a capire cosa davvero implichi ed a cosa possa portare.

Una volta provato si può sensatamente ragionare su come questo spazio limitato e protetto possa poco a poco allargarsi fino a diventare la norma.

Nel frattempo saremo in grado di modificare gli aspetti normativi, adeguare la logistica, sviluppare la cultura organizzativa e costruire le competenze didattica che sono indispensabili per fare, e non solo dire, didattica per competenze.

 (*) la mia preferita è quella di Guy Le Boterf
Agire con competenza significa saper fronteggiare situazioni ordinarie e situazioni perturbate , mobilizzando, scegliendo e combinando in maniera pertinente una grande quantità di risorse personali ed esterne.
PS
Per capire la portata della didattica per competenze, va evidenziato che questo approccio assomma in sé tutti i risultati della ricerca contemporanea sull’apprendimento, e cioè, che si apprende:
  • per uno scopo;
  • usando quanto si è imparato;
  • in modo contestualizzato;
  • integrando teoria e pratica;
  • svolgendo attività;
  • risolvendo problemi;
  • all’interno di una comunità;
  • in collaborazione con altri;
  • condividendo significati.
http://www.pearson.it/certificazione-competenze-analisi-circolare-febbraio-2015

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