La “scuola digitale”, una prospettiva errata e fallimentare

E’ da un bel po’ di tempo che ho scritto la parte più corposa di questo post ma non mi sono mai deciso a pubblicarlo perchè volevo raccogliere qualche dato in più sugli “investimenti” fatti per la così detta “scuola digitale” ma, l’articolo de Il Foglio (si, Il Foglio, un giornale dell’odiata destra liberista) ASCESA E DECLINO DELLA SCUOLA DIGITALE che un amico mi ha linkato, mi spinge a rompere gli indugi e a togliere finalmente questo post dalle bozze

Seconda premessa prima del “rilascio” di questo tribolato post. Una “ricerca” che non fa altro che fornire ulteriori prove della debole e fallace visione che ha dato vita alla così detta “scuola digitale” (dietro il  cui tabellone si pavoneggia tristemente tanta gente di scuola)

Nuove riflessioni sull’impatto della “scuola digitale” da una ricerca che sta per essere presentata nientepopodimeno che agli stati generali della scuola digitale organizzati nientepopodimenoche dall’associazione imparadigitale: Digitale a scuola, si fa marcia indietro: «Troppa tecnologia»   ….. Digitale a scuola, dopo la sbornia si fa marcia indietro. E si punta sugli aspetti umani. Sono le incredibili conclusioni di una ricerca condotta …..

Scuola Digitale #Futura Ancona Venerdi -Preside Cuppini e Professori-

Ogni tanto  mi capita di aver la voglia di discutere di digitale a scuola nonostante lo ritenga un discorso vecchio, stantio, nonostante la mia posizione sulla questione la abbia più volte discussa (in calce i link ad alcuni miei post) e sia arrivato alla conclusione che il digitale a scuola ci debba stare ma non nei modi e nelle quantità che i pasdaran del digitale vogliono far credere e che il mio deciso NO al digitale a scuola non sia un no al digitale tout court ma a QUESTO digitale (quello, per intenderci dell’ultimo PNSD, quello che a detta dei governanti di allora e dei megafoni sempre in azione, avrebbe dovuto cambiare la scuola).

Anche in discussioni recenti a proposito di digitale a scuola si sono riproposte due questioni. la prima: la scuola digitale, nei fatti, non esiste. In risposta al mio urlo basta con questa scuola  digitale!  mi si fa notare che non è vero che a scuola ci sia tanto digitale, anzi, c’è molta ignoranza, c’è molta resistenza, c’è poco uso. La seconda ripropone la tematica delll’uso “consapevole” delle tecnologie.

La prima questione rimanda agli scarsi investimenti fatti in digitale e alla conseguente necessità di investire ancora e di più nel digitale a scuola mentre la seconda rimanda al fatto che non sono le tecnologie ad essere dannose ma all’uso che se ne fa

POCHI INVESTIMENTI IN DIGITALE PER LA SCUOLA?

Ma è vero che a scuola il digitale non è presente?

Come può esserci poco digitale a scuola con tutti i soldi che si sono riversati a scuola in questi anni per farla sempre più “digitale”?

Di seguito riporto qualche dato (andando a memoria e in base a quello che ho trovato tra i miei documenti e in rete; certamente qualcosa in più ci sarà, non di meno, ad esempio i finanziamenti degli enti locali) e ciò che emerge è che in questi ultimi 12 anni (il primo dato in mio possesso risale al 2007) di “investimenti” in digitale ne sono stati fatti a valanga per cui le lamentazioni secondo le quali la nostra scuola è ancora la “scuola immobile” (!!!) del passato non abbia

Nel 2007 (dodici anni fa) si è discusso per la prima volta di un Piano Nazionale per la Scuola Digitale

Azione LIM – Promossa per la prima volta nel 2008, prevedeva la diffusione capillare della Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) nella didattica in classe. La LIM era vista come un oggetto dalle sembianze simili alla lavagna di ardesia che doveva entrare nelle classi, senza stravolgerle e consentendo una graduale familiarizzazione dei docenti con le tecnologie. Con questa azione sono state assegnate 35.114 LIM grazie ad uno stanziamento complessivo di 93.354.571 euro, di cui 80.937.600 euro per l’acquisto di LIM e 12.416.971 euro per la formazione di 72.357 docenti all’uso sia tecnico che didattico delle LIM stesse.

Azione Cl@ssi 2.0 € 8.580.000 per l’acquisto delle dotazioni 13 La Storia del PNSD e dei suoi investimenti tecnologiche e di euro 1.944.857 per supporto e formazione.

Azione Scuol@ 2.0 Avviata nel 2011 con uno stanziamento di euro 4.500.000

Azione Editoria digitale scolastica Avviata nel 2010 e finalizzata alla produzione di contenuti digitali in 20 istituti scolastici, ripartiti tra i vari ordini e gradi di scuola con un finanziamento di circa 4.400.000 euro

Accordi MIUR – Regioni Tali accordi, sottoscritti il 18 settembre 2012 per investimenti ulteriori di 33 milioni di euro, hanno consentito di assegnare ulteriori 1.931 LIM, formare 905 Cl@ssi 2.0 e 23 Scuole 2.0.

Azione wi-fi 15 milioni di euro per la connettività wireless nelle scuole. In particolare, sono stati stanziati 5 milioni di euro per il 2013 e 10 milioni di euro per il 2014 che hanno consentito di finanziare complessivamente 1.554 progetti (avviso Miur n. 2800 del 12 novembre 2013).

Azione Poli Formativi  Per il funzionamento dei poli formativi, sono stati stanziati 600.000 euro per l’anno 2013 (decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 11 ottobre 2013, n. 821) che hanno consentito la creazione di 38 poli formativi interprovinciali e 1 milione di euro per l’anno 2014 (decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 2 ottobre 2014, n, 762, in attuazione dell’articolo 16, comma…

Il processo di digitalizzazione si è sviluppato anche attraverso risorse stanziate a livello europeo con la Programmazione operativa nazionale (PON Istruzione) 2007-2013 che ha coinvolto tuttavia le sole quattro regioni obiettivo convergenza (Campania, Calabria, Sicilia, Puglia).

PON ISTRUZIONE 2007-2013 Investimenti per gli ambienti digitali nelle scuole: € 494.000.000,00

Investimenti sulla formazione del personale docente sulle nuove tecnologie: 58.185.046,65 €

Progetti Didatec Base e Avanzato € 1.260.000,00 + 1.300.000.00

PNSD utimo

Cablaggio interno di tutte le scuole (LAN/W-Lan 88,5 milioni di euro

Canone di connettività:  il diritto a Internet parte a scuola  10 milioni di euro all’anno a decorrere dal 2016

Ambienti per la didattica digitale integrata 140 milioni di euro

Challenge Prize per la scuola digitale 2 milioni di euro (a valere su fondi Ricerca) + 0,2 milioni di euro (fondi previsti dalla legge 107/2015 per il PNSD)

Piano Laboratori 45 milioni di euro (laboratori territoriali) + 40 milioni di euro (atelier creativi per le competenze di base del primo ciclo) + 140 milioni di euro (laboratori professionalizzanti in chiave digitale)

Edilizia Scolastica Innovativa 300 milioni di euro,

Registro Elettronico 48 milioni di euro

Strategia Dati della scuola 1 milione di euro + 100.000 euro all’anno,

Scenari innovativi per lo sviluppo di competenze  digitali applicate

Un curricolo nazionale per l’’imprenditorialità (digitale) 3 milioni di euro (fondi della Legge 107/2015 per il PNSD + fondi PON FSE “Per la Scuola” 2014-2020 + stanziamenti ordinari del Ministero

Biblioteche Scolastiche come ambienti di alfabetizzazione all’’uso delle risorse informative digitali  1,5 milioni di euro

Formazione in servizio per l’’innovazione didattica e organizzativa 10 milioni di euro all’anno (a valere su risorse Formazione della legge 107/2015 + risorse PON-FSE + “Per la Scuola” 2014- 2020 + stanziamenti ordinari del ministero)

Assistenza Tecnica per le scuole del primo ciclo 5,7 milioni di euro all’anno

Un animatore digitale in ogni scuola 8,5 milioni di euro all’anno (a valere sui fondi PNSD Legge 107/2015 a decorrere dal 2016)

TOT 2015 – 2010 = 1094,5 milioni di euro

Se questi soldi vi sembrano pochi

PS: ci vogliamo aggiungere anche i 90 e passa milioni per il Coding e il Pensiero Computazionale (in pratica i “lavoretti” 2.0) nella scuola primaria ?

 

Sulla debolezza del concetto di “pensiero computazionale”

http://www.giannimarconato.it/2018/03/il-pensiero-computazionale-non-esiste/

 

Sul PNSD

http://www.giannimarconato.it/2015/12/follia-digitale/  (qui linko alcuni uni miei lavori “antichi” sul digitale per l’istruzione e la formazione)

http://www.giannimarconato.it/2015/11/formare-il-tutor-digitale/

http://www.giannimarconato.it/2018/02/requiem-per-il-pnsd/

Sul potere taumaturgico del digitale a scuola

http://www.giannimarconato.it/2017/08/il-pensiero-magico-per-cambiare-la-scuola-e-il-fallimento-della-scuola-digitale/

Sul vuoto pedagogico del coding

http://www.giannimarconato.it/2016/09/linsostenibile-vacuita-del-coding-alla-vaccinara/

Sulle degenerazioni del digitale a scuola

http://www.giannimarconato.it/2015/03/apprendere-con-senza-o-per-le-tecnologie/

http://www.giannimarconato.it/2015/12/nausea-da-digitale/

Nel mio blog, alla categoria “tecnologie didattiche” tante altre riflessioni pro e contro il digitale

Un appunto

Galimberti: a scuola usate meno PC e più cervello

 

ASCESA E DECLINO DELLA SCUOLA DIGITALE

https://www.ilfoglio.it/tecnologia/2019/10/27/news/ascesa-e-declino-della-scuola-digitale-282128/

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