Consigli a chi voglia dotare la scuola di LIM

30 Ott di Gianni Marconato

Consigli a chi voglia dotare la scuola di LIM

Il mio pensiero sulle Lavagne Interattive Multimediali è ben noto a chi mi segue in questo spazio.
A prescidere dal mio pensiero, sintetizzabile in: “non sono ne un bene ne un male; sono irrilevanti rispetto agli obiettivi (innovazione, miglioramento della didattica) che si decantano”, mi permetto di dare a dirigenti scolastici, dirigenti di strutture pubbliche, assessori e decisori vari un piccolo consiglio.
Non parlatene con entusiasmo, non presentatele come una innovazione, non promettete miracoli. Siate sobri, fate come nulla fosse, presentatele sottovoce, a luci spente e, soprattutto, non approcciatele con un pensiero semplicistico.
Oerchè? Le LIM, in quanto tali:
– non innovano nulla, possono rivelarsi quanto di più trazionale sia mai passato per una scuola
– non risolvono alcun problema, anzi ne possono creare parecchi
– non migliorano la didattica, un bravo insegnante è bravo anche senza la LIM, uno pessimo non migliora usando la LIM.
– non migliorano i risultati della scuola; paradossalmente, i bravi insegnanti potrebbero diventare ancor più bravi ed i peggiori, diventare pessimi. Il solco si allarga.
Il problema era, è e sarà la didattica. Con o senza la LIM; con o senza il PC ed Internet.
E per affrontare il “problema” delle competenze didattiche degli insegnanti, non esistono scorciatoie; non serve semplificare il problema.
Serve lungo ed intelligente lavoro.
Non si potranno avere risultati immediati (da spendere, ad esempio, in campagna elettorale).
Conclusione: spendete soldi per le LIM solo se siete certi che quei fondi non potrebbero essere spesi meglio. Per problemi più pressanti, per azioni a maggior impatto.
E se proprio volete avventurarvi nell’impresa di dotare le vostre scuole della LIM, iniziate con il comperarne 1, 2, al massimo 3. Datela ad un “bravo” insegnante, bravo nella didattica, volenteroso, sperimentatore, trascinatore …. (se ne trovano più di qualcuno) e fategliela sperimentare. Fatelo, magari, aiutare da un bravo consulente. Dopo che questo bravo insegnante sarà in gradio di raccontare dove, come, quando perchè l’uso della LIM ha migliorato l’apprendimento dei suoi studenti, fate pubblicità di queste pratiche ed aspettate che altri insegnanti vi chiedano una LIM anche per loro. Dopo di che, e solo dopo di che, allargate pure i cordoni della borsa

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9 Commenti

  1. Condivido il taglio critico che sostieni verso le LIM. Aggiungo che il problema è più generale, riguarda l’atteggiamento generale verso la tecnologia. Decine di ricerche sistematiche (meta-analisi), che hanno comparato migliaia di lavori nel corso degli ultimi decenni(Clark, Russell, più recentemente Hattie) hanno sistematicamente confermato che le tecnologie non fanno mai la differenza. I fattori attivi per il cambiamento sono i metodi, non le tecnologie.
    Insomma è una storia che di volta in volta si ripete, ben nota nella letteratura.
    Il fatto che le tecnologie non facciano mai da sé la differenza non vuol dire che siano necessariamente inutili. Possono essere utili “in determinate circostanze”, in congiunzione con metodi opportuni.
    La ricerca e l’attenzione degli educatori dovrebbe allora concentrarsi sull’individuazione di questi peculiari condizioni di buona sinergia.
    Ma la “retorica” che avvolge l’innovazione tecnologica fa di tutta l’erba un fascio e rende difficile svolgere questa opera di discernimento.

  2. Calvani, che piacere legere questo tuo commento! Si, in effetti, la questione, come la definisci, tu della “retorica dell’innovazione tecnologica” specie se associata alle sue integrazioni nella didattica è la questione centrale. Oggi possiamo contare in un periodo abbastanza lungo di pratiche di didattica con le tecnologie dal così detto e-learning agli usi in classe e possiamo iniziare a trarre qualche “conclusione” provvisoria su cosa sia successo. Tanto sul piano della didattica vera e propria, quanto sul piano delle politiche (mettiamo questo termine tra virgolette?) per l’innovazione didattica. Si potrebbe mettere in piedi qualcosa?

  3. concordo sul fatto che il punto di partenza per un attualizzazione dei programmi nella scuola non possa essere la LIM. Nella istituzione in cui lavoro seguo la diffusione delle tecnologie informatiche e mi rendo conto che nella maggior parte dei casi i docenti non sono preparati per riconoscere delle innovazioni innovazioni in questo campo: semplicemente non sono al corrente di quali siano le offerte e in Italia non esistono serie istituzioni preposte a strutturare l’innovazione. D’altro canto le tecnologie informatiche si stanno sviluppando in modo caotico, spesso ridondante e la vera innovazione rimane nascosta in mezzo a una marea di iniziative di tipo commerciale. IN questa situazione di caos i criteri con cui questi dispositivi vengono acquistati rischiano di essere equivalenti a quelli con cui vengono scelti gli elettrodomestici nelle case: la moda e nulla più. Ciò non toglie che la LIM offra delle potenzialità, secondo me molto superiori a quelle delle più costose aule di informatica.

  4. Fulvio, io, sulle LIM, ho sempre detto che tra averla e non averla meglio …averla.
    Concordo sul fatto che tante “innovazioni” siano solo pecoresche mode e nulla più. Detto che sono convinto che le tecnologie debbano entare in classe opur se con tanti se e tanti ma

  5. Ciao,
    ho letto con interesse il tuo post che in parte mi trova concorde. Varie volte ho sostenuto, anche nel nostro network, che la tecnologia e quindi la LIM di per se stesse non sono da considerare come la panacea di tutti i mali della scuola.
    Come affermato da MCLuhan, la tecnologia costituisce un medium, cioè è un’estensione ed un potenziamento delle facoltà umane. Essa dà forma al nostro esperire e conoscere. In questo contesto la Lim è uno strumento che certamente amplifica le possibilità di apprendimento degli alunni, che rende più motivante ed interattivo il processo di insegnamento/apprendimento ma va usata in maniera consapevole. Io sono convinta, lo dico anche dopo aver sperimentato come insegnante le potenzialità della LIM durante il presente anno scolastico, che è possibile raggiungere risultati positivi solo dietro un’attenta pianificazione del lavoro da svolgere e rendendo l’alunno protagonista attivo del proprio processo di apprendimento. Non bisogna dimenticare, infatti, che al centro del processo di insegnamento/ apprendimento, c ‘è e ci deve essere l’alunno con il suo enorme potenziale umano ed è in funzione di questi che vanno utilizzate le varie tecnologie esistenti. Nessuna tecnologia può mai rimpiazzare il capitale umano.
    La vera innovazione, di cui si parla oggi, non è data dall’uso di uno strumento tecnologico invece di un altro ma dalla mentalità, dalle scelte e dalle strategie metodologiche che contraddistinguono il proprio lavoro scolastico.

  6. mi chiedo, leggendo i vostri commenti, come possa migliorare il mondo della scuola. utilizzare gli strumenti a disposizione è il minimo che un docente dovrebbe sentirsi in dovere di fare.
    è una responsabilità verso gli alunni e verso il mondo scuola che altrimenti vedo difficile progredire.
    cercherò di trovare le informazioni sul web per presentarvi degli ottimi progetti sperimentali che utilizzano la lim e addirittura ne utilizzano di autocostruite..come sempre la regione più innovativa è l’ emilia-romagna.
    in ogni caso credo che la lim sia uno strumento e rappresenti un’ottima opportunità per avvicinare i ragazzi nel loro ambiente…quello tecnologico…presentando contenuti nel modo più ludico e godibile possibile.
    enrico

  7. Questo è buon senso. Il guaio è avere la borsa. La parte più difficile è avere un insegnante (ogni 10) che sia contemporaneamente bravo, preparato, sperimentatore e fascinatore.
    Qualche suggerimento su come sfruttare didatticamente la LIM?

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