Arringo & Cristina Galizia per raccontare la didattica


Quando si parla di buona scuola non si può non parlare, anche, di Cristina, un’insegnante con la passione dell’insegnare, un’insegnante che questa passione non ha timore ad esternare. Nonostante il clima sociele e politico non proprio favorevole alla scuola e agli insegnati .

-“Professorè, ma lo sai che la Divina Commedia è proprio bella?!”
-“Dici sul serio?”
-“Sì, non so come dire, però mi piace, è bella, sembra scritta adesso”.
Non cambierei mai il mio lavoro con nessun altro: vedere un ragazzo crescere, maturare e arricchirsi ripaga dei sacrifici, d’allora e di oggi (Da: La mia Itaca).

Cristina ha un suo blog didattico, Arringo , un grande blog in cui narra la sua didattica. Un blog in cui racconta come insegna, in cui racconta il perchè delle scelte didattiche.

Un blog-testimonianza in cui trovano posto anche i prodotti del suo lavoro, i lavori dei suoi allievi.

E c’è da rimanere stupiti dei risultati che ottiene.

Questa una poesia composta da una ragazzina di seconda media, Maria A.  nel corso di una sessione didattica sulla poesia d’amore portata avanti ibridando Cavalcanti e Vasco Rossi, Guinizzelli e Jovanotti ……. Se non è “mestiere” questo ……

Ti guardo incantata,
il mio cuore vuole uscire;
vuole prendere per mano il tuo cuore
e insieme fare passeggiate infinite.
I tuoi occhi
illuminano il lungo viaggio verso te;
i tuoi capelli mi fanno sentire ricca,
ricca di te.
Sogno le tue candide labbra
posarsi sulle mie…
Quando vicino a me ti siedi,
i miei occhi si illuminano.
Vorrei baciarti,
fare una pazzia.
Ti guardo lì,
triste e sperduto:
ma tu non sei sperduto,
ci sono io al tuo fianco
e insieme supereremo ostacoli e paure.
Se tu non ci fossi,
io non esiterei
un momento a cercarti,
anche nei luoghi più buii…
Perchè so,
che se ti trovo

tutto in me cambierà.

(ho selezionato questa poesia ma ce ne sono numerose altre degne di essere lette e ammirate)

E chi lo dice che i ragazzini e le ragazzine d’oggi non sanno narrare?

Leggete, ancora, i risultati e prendete buona nota della didattica di Cristina

I nativi digitali hanno ben altre richieste e ben altre modalità di ri-mediare le realtà: nascono nella tecnologia e vivono in essa, che piaccia o no. Il mondo gli scorre accanto ad alta velocità e loro ri-mediano con altrettanta velocità: “generazione del pollice”, la loro, capace di passare informazione in cortissimi e sincopati SMS, eppure malvista proprio per questa capacità di sintesi (proprio da ultimo le TIC sono state accusate di guastare l’italiano degli studenti, quando anche la Crusca ha smentito….).
Non voglio soffermarmi sulla ritrosia di alcuni insegnanti ad usare le TIC. Voglio piuttosto…think pink! 😉

E lo farò raccontandovi quello che mi è capitato in classe 2 giorni fa.
Seconda media, classe nella quale insegno lettere da 4 mesi, classe nella media, fortemente divisa in due gruppi, in base a motivazione, conoscenze e capacità. Molto da fare. Individualizzando.

  • Assegno una ricerca (la prima) per cercare di amalgamare i due gruppi, vedere come si organizzano di fronte ad un progetto comune, vedere se attuano e come alcune tecniche di analisi e sintesi che abbiamo visto insieme finora.
  • Argomento: le scoperte geografiche del XV secolo, argomento appena accennato loro proprio in vista di questo loro lavoro di gruppo (che gusto c’è a fare una ricerca se tolgo loro il gusto della scoperta?).
  • Fornisco bibliografia e sitografia di riferimento, perché non siano spiazzati.
  • Li metto di fronte alla possibilità di scegliere la modalità di presentazione del lavoro: foglio protocollo, cartellone, Power Point o simili.

Due giorni dopo. Verifica dei lavori. Di 4 gruppi, 1 con elaborato word; 3 con Power Point. Niente fogli protocolli o cartelloni.

Mentre il gruppo con l’elaborato Word ha poco personalizzato e strutturato il materiale preso dalla rete (tanto che non sa relazionare), gli altri 3 gruppi fanno scintille:

  • il primo gruppo dei 3 presenta una decina di slides, con poco testo (parole chiave), immagini significative e portatrici di significato (carte storiche leggibilissime, curiosità) e, ogni 3 slides una slide di sintesi in elenco puntato di quanto detto fino ad allora. Rispondono bene alle domande della classe; dimostrano di aver acquisito la capacità di sintesi e di organizzazione dati, nonché di saper dosare le informazioni nel PPT, affinché sia completo , ma non barboso;
  • il secondo gruppo presenta una quindicina di slides, senza alcun testo, solo immagini grandi, una per slide, spiegate in basso a sinistra da una…caravella parlante e animata, che nel fumetto illustra la traversata dell’Atlantico, gli strumenti di Colombo, la colonizzazione del Nuovo Mondo. Dimostrano di aver ben capito l’importanza dell’immagine nella comunicazione, scartando del tutto il codice scritto, sollecitando la memoria visiva dei compagni;dimostrano di saper scegliere, nel molto materiale a disposizione, le foto più significative e dense di riferimenti; dimostrano di essere creativi e stimolare l’attenzione del “pubblico” con l’uso di una grafica accattivante; dimostrano di sapere che dopo 15 minuti nessuno se li filerebbe, per cui finiscono la presentazione in una decina di minuti, toccando tutti i punti e non annoiando alcuno;
  • terzo gruppo, il più creativo: ha elaborato 15 minuti di video con Movie Maker, usando anche loro solo immagini e foto molto grandi, senza alcun testo, ma registrando di sottofondo le loro voci che illustrano le slides, sincronizzate benissimo. Insomma, una puntata di Quark in piena regola! le immagini sono anche bizzarre, come quando, spiegando che la Terra era in realtà sferica, hanno inserito la foto di un pallone che finisce in rete…

3 presentazioni in PPT decisamente migliori di molte di adulti o “esperti”.

Mie riflessioni e domande in calce all’episodio (smaltita l’euforia che mi ha fatto camminare mezzo metro da terra per 2 gg! 😉 )

  • Che ne sarebbe stao di tutto questo potenziale se avessi assegnato loro solo una classicissima ricerca e non li avessi stimolati ad andare sul web e a produrre qualcosa di digitale?
  • Tra i relatori dei gruppi ci sono anche i cosidetti “ragazzi che non studiano”: come la mettiamo adesso? ;-) Come spiegarlo ai miei colleghi?
  • Come sfruttare allora questo potenziale enorme in una scuola come la mia che a fatica sta muovendo adesso i primi passi verso l’adeguamento tecnologico? Come supportare i ragazzi a scuola in questo senso?
  • Ci si lamenta che i ragazzi non sono interessati e non sono portati allo studio: ma tutto questo lavoro che hanno fatto (guidati, è vero, dagli alunni “più in gamba”, passatemi l’espressione), non è solo il frutto di uno studio e di una applicazione personale e autonoma? Chi lo ha insegnato loro? Non la scuola, non un esperto, ma da soli, tra compagni, facendo esperienza tra pari. Non ricordo chi scriveva in qst Ning (forse Gianni) che spesso o per fortuna gli alunni apprendono nonostante gli insegnanti e nonostante la scuola, e soprattutto fuori dalla scuola. E dato che non si può che benedire un simile spirito di iniziativa e ringraziare San Smanettone per questo, alla scuola del futuro più che mai andrebbe dato il “compito” di tirare fuori questo potenziale, di stimolarne la crescita, dentro (se si può) o fuori dalle mura scolastiche.

Non commento ulteriormente: semino qui questa mia piccola-grande esperienza, perché se ne possa trarre spunto per delineare un profilo di una Scuola del Futuro, bella, appassionante, a misura di ragazzi. E per muoverci tutti insieme verso quella direzione.
Ad aspera, etiam per web

ps: il primo gruppo, che aveva prodotto un elaborato non adatto, a fine lezione, alla ricreazione e a bassa voce, mi ha detto: “Professoré, lo possiamo rifare il lavoro? Lo portiamo venerdì…”.
Della serie “Scoperte geografiche o scoperte tout court?” 😉

Trovo questa didattica molto attuale, fresca, aperta .. una didattica che – come media – non utilizza solo la carta stampata e la scrittura testuale ma fa ampio, intelligente e appropriato uso della multimedialità per comunicare, sollecitare, far esprimere idee ed emozioni, per consentire agli studenti di rappresentare ciò che hanno imparato.

Una didattica che fa ampio uso delle risorse presenti in rete, di risorse non concepite originariamente come oggetto didattico  (un videoclip, ad esempio) ma che grazie alla creatività e al mestiere di un’insegnante diventano, anche quelle, risorse per la didattica portandola, così,  fuori dalla staticità e monodimensionalità del libro di testo.

Una didattica che usa la realtà, una didattica che usa la vita per dare vita e realismo alla scuola.

Come si potrebbe  fare altrimenti nell’era dell’ipertestualità, della multimedialità, della rete? Purtroppo tanta scuola è inchiodata solo a codici comunicativi ed espressivi del passato (preciso: nulla di male a usare il tradizionale testo scritto, il “male” si ha quando si usa solo quello).

A leggere Arringo viene da domandarsi perchè la scuola italiana non sia piena di insegnanti come Cristina, un’insegnante che, a ben guardare,  non ha nulla di eccezionale, un insegnante normale, un insegnante che fa solo il proprio mestiere, un’insegnante in possesso della dovuta competenza per insegnare, un’insegnante che sa che non basta “insegnare” perchè gli allievi apprendano, un’insegnante che ha chiara la complessità dei meccanismi dell’apprendimento e che riesce a governarli, un’insegnante che si aggiorna continuamente (e spesso nel proprio tempo libero e a proprie spese).

Cristina, un’insegnante che non varrebbe la pena segnalare dato che fa sempre e solo il proprio dovere e lo fa con la “normale” competenza richiesta a chi insegna.

Ma il fatto che Cristina meriti una segnalazione ed appaia, purtroppo per la scuola, come una mosca bianca è indicativo di una scuola che non stimola e non valorizza la competenza, di una scuola che lascia la costruzione di questa competenza alla libera iniziativa della persona, al suo senso etico e di responsabilità verso le persone che le sono state affidate dalla società per essere educate e formate.

Per quanto tempo ancora dovremo fare affidamento a queste doti personali per avere una scuola al minimo della decenza? Per quanto tempo ancora dovremo considerare Cristina e parecchie altre sue colleghe e suoi colleghi dei mostri di bravura e non semplicemente professionisti/e che fanno nor-mal-men-te bene il proprio mestiere?

Considerato lo stato in cui versa la scuola italiana, considerata l’attenzione che (non) le è riservata dagli amministratori, vien spontaneo domandarsi perchè tanti bravi insegnanti debbano, invece, essere umiliati, essere messi alla berlina, essere indicati alla pubblica ignominia come dei fanulloni e perche a fare tutto questo sia proprio il ministro che dovrebbe difendere e promuovere la scuola pubblica e, invece, non perde occasione per delegittimarla, impoverirla, denigrala?

——–

Arengo era l’antica via dei paesi medievali dove si svolgevano commerci e scambi. Arringo è il nome dialettale della via che abbraccia la parte vecchia di San Vito Romano…una sorta di “raccordo anulare” insomma!
Questo blog vuole essere una piazza virtuale, luogo di incontro e di scambio di idee per tutti coloro che credono nella scuola, che vogliono mettere a frutto i propri talenti e che hanno tanta voglia di crescere insieme (dal blog Arringo).


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Commenti

  1. Cristina Galizia ha detto:

    Santa pace…mi fa davvero strano vedere il mio nome scritto così grande qui sopra…E, alla faccia della modestia, mi dà un’immensa soddisfazione!!! Oh!

    Soddisfazione personale, perché i riconoscimenti, come i complimenti, non sono mai troppi; ancora di più, però, soddisfazione, diciamo di “categoria”, perché parlando di Arringo si elogia tutta la buona didattica, tutti i buoni e bravi docenti della scuola italiana, che saranno anche pochi, ma che sono gli unici a tirare avanti il carrozzone in modo decente.

    Ho iniziato a scrivere Arringo, così,quasi per scherzo, quasi un anno fa, in una sera autunnale: il mio scopo era quello di avere una bacheca su cui pubblicare gli elaborati migliori dei miei alunni, in modo da gratificare le belle penne e sollecitare quelle timide. Mi piaceva l’idea, poi, che gli altri ragazzi potessero commentare. Il blog è nato così e i primissimi tempi si è sviluppato in sordina: metà dei miei alunni dello scorso anno non avevano ancora connessione, ma nonostante questo sono andata avanti, considerando Arringo il mio blog-notes di appunti didattici. Un blog a metà tra “dialogo con gli studenti” (dai toni più leggeri) e “blog di strategie didattiche”: per questo l’ho chiamato Arringo, che nel mio paese, era la strada del mercato e dello scambio.
    Con il tempo Arringo ha preso vita: i miei alunni dello scorso ne hanno parlato ai nuovi, è diventato il luogo ambito dove vedere pubblicati i propri elaborati, la mia base di appoggio di alcuni materiali didattici, che i ragazzi si scaricano o vedono il pomeriggio a casa. E io ho preso a lavorarci praticamente tutti i giorni. Più che un blog didattico, mi picae pensarlo come un “Diario” di didattica…
    Molto altro mi piacerebbe che diventasse Arringo: un progetto nato così in leggerezza, si sta strutturando sempre di più e sta diventando sempre più esigente. Ha bisogno di più spazio…per questo, questa estate metterò i ponteggi e inizierò i lavori per un re-styling o un trasloco.
    Ma Arringo andrà avanti. Accidenti se andrà avanti.
    Alla distruzione della scuola italiana, opponiamo tante buone piazze di scuola che funziona.

  2. Antonio Saccoccio ha detto:

    grande Cristina!
    davvero hai un’enorme energia. so quanto costi arrivare a determinati risultati.
    so bene quanto costa gestire un buon blog didattico, o anche semplicemente un buon blog.
    e fare tutto il resto che fai.
    Andiamo avanti tutti insieme su questa strada.

    Cristina, ti contatto in questi giorni per lanciare un necessario brainstorming sul ning 😉

    a presto!

  3. Cristina: Una insegnante che fa bene il suo lavoro, una persona normale. Certo; però è anche bella la sua passione autentica e non convenzionale, non mediata, mai formale.
    Ho letto qualche volta il Blog di Cristina. Lei è entusiasta e apprezza sinceramente e con slancio il suo lavoro e il ritorno che ne riceve dai suoi ragazzi; non mette maschere di sussiego, trova la sua autorevolezza solo nella sua competenza, e i ragazzi gliela riconoscono.
    Grande Cri!
    le nozioni si imparano, ma non si impara ad essere veri. Da parte mia a Cristina va un grande incoraggiamento a proseguire per una strada bella e illuminata da, come dice una scrittrice, ragione e sentimento.

  4. Bella l’idea della bacheca in rete con i lavori dei ragazzi.
    Di solito i blog didattici rischiano di essere invece la vetrina della/del prof.
    Invece qui in bacheca ci sono la vita e i progressi della classe.
    Un’intuizione molto interessante.

  5. Cristina Galizia ha detto:

    Grazie Antonio e Mariaserena: sì, Arringo vuole testimoniare soprattutto la crescita dei ragazzi…io sono a latere e non è che mi dispiaccia 😉

  6. Roberto Gargiuli ha detto:

    davvero tanti complimenti alla mia prof. io sono un suo alunno e vedo i metodi della professoressa in classe. sono davvero felice di avere una brava prof come galizia, che non reprime il nostro modo di esprimersi o i nostri talenti ma che ci incoraggia e ci sostiene. le sue lezioni sono sempre interessanti e appassionanati, il modo in cui collega il passato all’attualità rende sempre tutto interessante, una nuova scoperta che ci stimola allo studio. davvero una brava prof che svolge il suo lavoro in modo normale si, ma che ci mette la passione e la grinta che nessun altro insegnate mette in una lezione.
    un abbraccio e un saluto alla prof galizia da me e penso tutta la classe. continua così prof!!!!!!

  7. Grandi questi ragazzi!
    ti hanno riconosciuta Cri!
    evviva 🙂

  8. lucia testa ha detto:

    Io sono un’alunna della prof. galizia. per me il modo di insegnare della nostra prof è unico, quanto lei dopotutto…O no? è la prof più brava che io abbia mai incontrato. è veramente un mito. Ci trasmette la sua passione e ci coinvolge sempre ad ogni sua lezione senza farci mai stancare! Grazie a lei io e la mia classe abbiamo imparato moltissime cose, scrivere poesie e testi, fare le “sante” mappe concettuali (ne faremo una anche sulla sua tomba) e tante altre cose magnifiche! Lo dico ancora… prof si un mito!!!!!!!!!!
    Continua così!!!!!!!!!!!!!!
    (ci visiti anche sui blog di albopress.it: il mio è http://www.albopress.it/luciatesta

  9. Cristina Galizia ha detto:

    ahahahah!!! Si Lucia sulla mia tomba voglio “MORTA il…: PERCHE’? QUINDI?” ahahaha!!!

  10. rachele rossi ha detto:

    Salve sono una ex alunna della prof.galizia…be che dire?è una prof fantastica che ha fatto venire voglia di studiare a tutti i ragazzi sopratutto a me!I suoi metodi funzionano e anche se con qualche sgridata ho imparato molto poichè i suoi metodi sono metodi che andrebvbero utilizzati per tutta l italia penso che davvero cambierebbe la posizione che a la scuola italiana adesso!!;)hihih…comunque davvero ragazzi che adesso avete lapossibilità di lavorare con questa persona devvero fantastica:godetevela finchè potete e valete!!ahahah ricordi prof??

    infine:prof ci manchi tanto ma è merito tuo se adesso siamo ciò che siamo!grazie…un bacione rakele & la vekkia 3A

  11. Sara Testa ha detto:

    Salve! Sono anche io una ex alunna della prof. galizia…beh…che dire…è una prof fantastica! E’ riuscita a trasmetterci tutta la sua energia e la sua voglia di fare…a volte anche rimettendoci. Però lei ha sempre creduto in noi. E’ la migliore!!

  12. Cristina Galizia ha detto:

    @ai miei alunni: ragazzi, per scucire una pizza cosa non si scrive ahahahh 😉
    Grazie mille per queste parole, grazie dal profondo. Non c’è ricompensa più grande! Un abbraccio…

  13. andrea michetti ha detto:

    ciao prof ……si!sono io,so che non ci credereai ma dopo tanto tempo anche io ho fatto un giro su arringo …leggendo i commenti degli altri,il mio è niente….. volevo solo dirle che per me non è un mito o tante altre cose,è solo una prof che fa bene il suo lavoro.
    Sentirsi dire queste parole,spero che le faccia piacere,perchè,oggi giono sono pochi i professori che fanno il loro mestiere con amore e passione…….pero lei è un pò speciale perchè credo che,sia l’unica prof che ha voglia di imparare dagli alunni e non solo imparare agli alunni…….
    ciao ci vediamo a settembre…..

  14. Alessia Riccardi ha detto:

    Cristina è una grande insegnante e una “bella” persona!
    Incapace di arrendersi, superdinamica (chissà da quale macellaio compra la carne… da quale fruttivendolo la frutta…)è stato detto quasi tutto di lei, la sua passione è contagiosa per i ragazzi e questo è quello che più di tutto conta!