La sagra del PDF

Non me ne voglia l’amica Noa attivissima ed instancabile promotrice dell’ebook fest per questo esordio, per questo titolo che potrebbe sembrare irriverente per l’evento da lei promosso. So bene che a Fosdinovo non si vedrà nessun pdf. Ma la preoccupazione che la questione “libri di testo digitali” si areni definitivamente sul pidieffare i libri di testo “normali” c’è tutta.

E io vorrei contribuire ad evitare questa fine, che sarà certamente ingloriosa,  per il semplice motivo che l’occasione del digitale e di internet è troppo ghiotta per la scuola per bruciarla con approcci sconsiderati, con approcci che si limitano a digitalizzare l’esistente come se il digitale altro non fosse che un diverso supporto su cui posizionare i contenuti.

In questa situazione mi viene in mente quando poco meno di 10 anni fa ero stato chiamato a “collaudare” i corsi on-line (che all’epoca venivano chiamati “courseware”) di un importante (per via dei tantissmi soldi pubblici investiti) iniziativa formativa a distanza e regolarmente mi trovavo davanti a mirabili (dal punto di vista tecnico) prodotti sviluppati da egregi personaggi il cui lavoro precedente era stato quello di sviluppare cataloghi digitali di mostre d’arte, cd di presentazione di un prodotto o di una zona turistica; insomma trattare e presentare informazioni, persone che con quell’approccio, con quella consapevolezza, con quella competenza hanno trattato i “contenuti” didattici ottenendo prodotti che tutto erano tranne che didattici. Non vorrei che la storia si ripetesse e si buttassero tante opportunità.

La sagra del PDF non è, quindi, quella che si terrà a Fosdinovo dal 10 al 12 settembre, ma quella che vediamo tenersi tutti i giorni nelle pratiche degli editori scolastici in affanno per acappararsi i posti migliori nel banchetto del mercato del libro di testo che vale 700 milioni di euro (si, 700.000.000).

L’accelerazione del passaggio al digitale per il libro di testo dato più di un anno fa dalla Gelmini e che prevede per l’anno scolastico 2011 – 2012 l’obbligatorietà del libro di testo digitale (anche in forma mista), ha obbligato tutti alla soluzione meno dispendiosa, più veloce, meno disturbante per tutti: l’approccio-fotocopia, il passaggio pari pari della forma e del contenuto su un diverso supporto.

Approccio comprensibile se visto dal punto di vista di chi si guadagna da vivere vendendo libri. Meno comprensibile e inaccettabile (perchè inadeguato) per chi quei libri li deve usare.

La questione del libro di testo digitale è partita, ancora un anno fa, col piede sbagliato perchè si è posta, almeno così pareva dalle dichiarazioni di politici ed editori,  come soluzione ai problemi del costo per le famiglie del supporto didattico e del suo “peso” per le spalle degli studenti. Ottime argomentazioni di marketing, ma povere, poverissime sul piano didattico.

Per me, la questione va vista su due piani:

1) il senso, oggi, del libro di testo: il suo uso reale,  la sua funzione nella didattica attuale, la sua reale necessità come supporto per gli insegnanti (che ne sono i primi utilizzatori) e per gli studenti (ai quali serve molto di meno);

2) i contributi che possono dare il digitale (come forma, come supporto) e la rete (nel senso di internet) al rinnovamento del “libro di testo”  e della didattica. Metto LdT  non a caso tra virgolette dato che nella sua funzione tradizionale potrebbe anche non esistere già più. Quali sono le peculiarità della rete e del digitale che possono impattare sulle forme di supporti didattici che soggetti commerciali terzi potrebbero mettere a disposizione dei processi di apprendimento?

A corollario dovremo anche distingure la questione dei libri di testo (digitali o meno) nei sui due grandi corni: l’aspetto commerciale (cioè il grande business che ci sta dietro, intorno, davanti, sopra … e il ruolo in questo nuovo scenario degli editori) e quello didattica (l’attualità del LdT, i suoi spazi appropriati, ..).

Potremo porci questa ambiziosa domanda “come può trasformarsi il libro di testo cartraceo ai tempi del digitale e di internet?”.

Ne stiamo parlano in “la scuola che funziona”, stiamo facendo un sondaggio e ci stiamo preparando per il seminario a Fosdinovo “Serve ancora il libro di testo? Se si, quale la funzione, la forma, l’utilizzo nell’era del digitale e di internet?”.

Per rispondere al sondaggio online andate qui

http://www.kwiksurveys.com/online-survey.php?surveyID=KCENNI_7c3aeaef

…e pdieffatori di tutto il mondo, unitevi! Ma non a Fosdinovo!

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Commenti

  1. Alessia Riccardi ha detto:

    Gianni, le tue riflessioni sono, come sempre, ineccepibili.
    Tuttavia,per me che lavoro nella secondaria di I grado(scuola media) il libro di testo cartaceo continua ad essere un supporto indispensabile. Molte famiglie non sono in grado di sostenere l’investimento iniziale pari a 400 euro (pc o e-book reader);inoltre molti ragazzi di questa fascia d’età sono a rischio dispersione, studiano saltuariamente, non sono in grado di sapere a che punto si è di un certo percorso… spesso non segnano i compiti sul diario (per non farli) e i loro genitori sono costretti a telefonare agli altri per avere le informazioni. Se i LdT venissero aboliti del tutto molti genitori si troverebbero in difficoltà nel seguire i loro figli. Certo ci sono dei sistemi per ovviare a tutto ciò: una piattaforma didattica per ogni classe, un registro virtuale … ma in presenza del digital divide tra genitori e figli e in quest’epoca di recessione tutto ciò appare come un’utopia. Il passaggio sarà, è ovvio, inevitabile, ma prima di tutto si dovrà passare per un’epoca di convivenza dei due supporti…

  2. Gianni Marconato ha detto:

    Alessisa, grazie per la testimonianza: mi pare molto realitico quello che dici: quando il LdT è utile, i suoi limiti. Concordo anch’io con quanto dici a proposito dell’ulterioer digital divide che si creerebbe con l’adozione obbligatoria degli e-book. Per questo ho sempre bollato come mera propaganda (politica) e mera pubblicità (commerciale) l’esagerato entusiasmo per il passaggio (obbligatorio) al libro di testo digitale.
    Credo anch’io che il passaggio al digitale sia ovvio e naturale per la semplice ragione che non vedo perchè il digitale non si debba imporre anche nelle cose di scuola. La questione è quando e soprattutto come. Le risposte sono stati i PDF …. misera cosa.
    Ecco perchè voglio riflettere, e possibilmente fare qualche proposta, su come dovrebbero i LdT digitali