Apprendere in modo significativo

3 Apr di Gianni Marconato

Apprendere in modo significativo

as2jpg1

Continuo la precisazione concettuale iniziata con il post Stravaganze per esplicitare le ragioni per cui ritengo alcuni approcci (LO. SCORM, LIM, e-book)  NON INNOVATIVI.

Per inciso, per INNOVAZIONE intendo il miglioramento del prodotto o del processo in questione. Nel caso della scuola il core business, il core process non è l’insegnamento ma l’apprendimento; quindi si innova quando si migliora la qualità dell’esperienza di apprendimento

In questa prospettiva trovo di grande utilità pratica il concetto di apprendimento significativo.

Per primo, credo, ne abbia parlato Ausubel (Educational Psychology. A cognitive View, 1968)

… sforzo attivo nell’accostare il materiale, nel considerarlo da diversi punti di vista, nel conciliarlo o nell’integrarlo con i dati attinenti o contrastanti e nel riformularlo dal punto di vista dei propri riferimenti personali

Anche Novak (Learning, Creating, and Using Knowledge, 1998) ne ha parlato nel contesto delle mappe mentali

L’apprendimento significativo si verifica quando chi apprende decide di mettere in relazione delle nuove informazioni con le conoscenze che già possiede

Io voglio riferimi all’esplicitzione del concetto fatta da Jonassen * (Meaningful Learning with Technology, 2008) secondo cui

..si apprendere in modo attivo, costruttivo, intenzionale, autentico e collaborativo

e l’apprendimendimento significativo è caratterizzato da

  • investigazione
  • esplorazione
  • scrittura
  • costruzione di modelli
  • comunicazione
  • progettazione
  • visualizzazione
  • valutazione

Ed è:

  • attivo (interagisce con l’ambiente e manipola gli oggetti presenti in quell’ambiente ed osserva l’esito dell’azione)
  • costruttivo (articolare cosa ha fatto e riflettere sulle attività e sulle osservazioni)
  • intenzionale (goal-directed) fare qualcosa per uno scopo
  • cooperativo (conversazionale, collaborativo) negoziare socialmente una comune comprensione
  • autentico (complesso, contestuale)

Sempre secondo Jonassen, se si usano le tecnologie per realizzare le attività precedentemente citate, si sviluppano abilità cognitive superiori come processi di pensiero

  • causale
  • analogico
  • espressivo
  • esperenziale
  • di soluzione di problemi

Per tutti gli autori, l’apprendimento significativo è l’opposto della memorizzazione

Per quanto mi riguarda, la traduzione operativa di questi concetti mi ha portato a queste regole per un buon uso didattico delle tecnologie

  • gli allievi svolgono la maggior parte del lavoro
  • gli allievi collaborano e costruiscono
  • si ha una costante “presenza” didattica

Credo che con questa ulteriore concettualizzazione le mie “perplessità” sulla sensatezza didattica (nella prospettive della sua autentica innovazione)  di e-learning,  Learning Object, corseware,  SCORM, LIM, e-book siano adeguatamente argomentate

* a Modena dal 21 al 23 aprile

1 person likes this post.

Print Friendly, PDF & Email

5 Commenti

  1. ciao

    aggiungerei solo un accenno sulla narrazione quale promotrice di apprendimento significativo, secondo costruzionismo ovvero costruttivismo sociale, ovvero sul ri-raccontare agli altri ciò che si è appreso (riorganizzazione interiore dei contenuti, allestimento strategie discorsive).

  2. Ciao Giorgio, interessantissimo l’approccio narrativo. Le storie, non solo per quanto dici tu (la riorganizzazione cognitiva associata al raccontarsi) ma anche imparare dall’esperienza di altri (in forma di storie, appunto) quanto manca una propria esperienza.
    Un tema da approfondire ed una pratica da attivare

  3. In questo periodo sto tentando di applicare le strategie dell’apprendimento cooperativo (Cohen, Comoglio e altri): ogni giorno mi piace di più e mi sembra che soddisfi in buona parte (quando funziona, e non è facile!) i requisiti che hai elencato.

    La mia prudenza venata di scetticismo verso la LIM l’ho argomentata in questo post: http://scuoladuepuntozero.blogspot.com/2009/01/lim-opportunit-o-rischio.html

    C’è un libro interessante che vorrei guardare e che credo affronti proprio questi temi:
    Davide Parmigiani – Tecnologie di gruppo –
    Collaborare in classe con i media

    Forse durante le vacanze…

  4. Marco, grazie per il contributo/testimonianza. Credo anch’io che l’app. coop, quando sensato utilizarlo, possa essere di grande efficacia didattica.
    Ho letto il tuo post dulle LIM e lo sottoscrivo dall’inzio alla fine.
    Mi è piaciuta particolarmente la sintesi che fai quando scrivi: “Ora la LIM, lungi dall’essere uno strumento di elaborazione della conoscenza, si caratterizza piuttosto come un sofisticato strumento di presentazione e di intrattenimento, manovrato e governato dall’insegnante, cioè da colui che dovrebbe invece mettersi da parte, fare per così dire un passo indietro, per lasciare il controllo all’allievo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.