Si, allenare, proprio allenare.

Ogni abilità, anche quelle più complesse come quelle cognitive, possono essere sviluppatate e la metafora che mi pare più congeniale è proprio quella dell’allenamento.

Innanzitutto l’idea di allenamento sottende quella che se una cosa non si sa fare, ed è lecito che qualcosa non si sappia fare, la si possa imparare.

Allenamento vuol dire proporre un’attività semplice, alla portata della persona ma leggermente più impegnativa: una persona è in grado di camminare velocemente per 500 metri? Si propone di camminare per 700, poi per 1.000, poi per 2, 3, 4, 5 chilometri… Poi dal passo si può passare alla corsa, prima breve e ad un’andatura lenta, poi si allunga e si accelera….. Ci si allena.

Ovviamente considerando le “risorse” possedute da quella persona e tenendo sotto osservazione i suoi progressi per modulare la crescita dell’impegno richiesto.

Nell’allenamento non ci si possono aspettare risultati eccellenti nel breve periodo, il risultato è frutto di tanti errori, di pratiche approssimative, di frustrazioni….

Va, anche, messo nel conto, che non tutti siano in grado di conseguire lo stesso eccellente risultato.

Un allenamento ha successo quando una persona sarà in grado di fare qualcosa di più di quanto era in grado di fare prima di iniziare ad allenarsi.

Come possiamo, quindi, preparare i nostri studenti a lavorare bene, o decentemente, a distanza?

Premesso che non va dimenticato che la DISTANZA esiste sempre e comunque, nonostante si usino eufemismi o giri di parole per non nominare quella cosa lì, durante la didattica in presenza si potrebbe lavorare con gli studenti per rendere meno traumatica e di scarsa efficacia la didattica a distanza, più o meno integrata con quella in presenza, agendo su due dimensioni, una più orientata a creare le pre-condizioni cognitive e una per stabilire delle routine operative.

Le pre-conduzioni per trarre beneficio dalla didattica a distanza sono essenzialmente:

  1. Capacità di lavorare in autonomia
  2. Capacità di lavorare per un obiettivo prefissato seguendo un piano di lavoro
  3. Capacità di monitorare il proprio lavoro e apportare i correttivi necessari

Le abilità cognitive e personali da allenare possono, quindi, essere:

  • Riflessione
  • Metacognizione
  • Attenzione
  • Organizzazione del tempo
  • Impegno
  • Tenacia
  • Tolleranza della frustrazione

La seconda dimensione su cui lavorare in presenza riguarda l’abituare lo studente a lavorare in un certo modo per cui quando a distanza si proporranno delle modalità di lavoro già sperimentate in presenza, gli studenti non si sentiranno richiesti di lavorare in modo strano (e privi delle abilità necessarie) ma sentiranno di dover di riprendere, pur in condizioni logistiche differenti, delle routine. Questo modo di procedere (simmetria tra il lavoro in presenza e a distanza) li rassicurerà sul piano psicologico (avremo lavorato sugli atteggiamenti) e fornirà loro, anche, gli strumenti per lavorare efficacemente.

Capire una consegna di lavoro, programmare un’attività (fasi, tempi, risultato atteso) e monitorarne la progressione, realizzare elaborati secondo specifiche consegne (da semplici a complessi) da soli o in piccolo gruppo, discutere, prendere una decisione e valutarne gli effetti, esprimere a voce o in forma scritta un proprio punto di vista, valutare il proprio lavoro e quello dei compagni … Queste e tante altre possono essere le tipologie di attività con cui prendere confidenza in classe per poi riprenderle, al meglio, a distanza.

L’essenziale, a mio avviso, è che a distanza NON si lavori in modo diverso da come si fa in presenza, ovvero che si anticipi in presenza il modo in cui si pensa di lavorare a distanza.

Ovviamente, questa affermazione va vista alla luce delle caratteristiche di un ambiente efficace di apprendimento a distanza perché non è detto, anzi, non è proprio detto, che la didattica che si utilizza in aula vada bene per la didattica a distanza.

Qui si apre il discorso di quale sia la “buona” didattica in presenza … Di certo, una lezione trasmissiva di un’ora funziona poco o nulla in presenza, figurarsi a distanza quando tutto è più difficile ma è anche possibile che una buona didattica in presenza funzioni anche a distanza.


In questo post di inizio marzo (2020), riconoscendo che studiare e imparare a distanza è più complesso e impegnativo che farlo in presenza, ho ripreso due ricerche sulle caratteristiche degli studenti a distanza che hanno successo nel completare il proprio percorso.

Qui la mia bacheca sulla formazione/didattica a distanza

Fatto con Padlet

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