5 Giu di Gianni Marconato

La governante cognitiva

E’ con questa metafora che gli inglesi designano la riflessione: cognitive housekeeper. Ciò che mantiene in ordine il nostro sistema cognitivo mettendo assieme le conoscenze che abbiamo già con quelle nuove che “introduciamo” durante il processo di apprendimento.Se è vero, come è vero, che il pensiero (e non altro) è la “benzina” dell’apprendimento, la riflessione potrebbe essere considerata il suo motore.

E’ il costruttivismo a darci prova di come l’apprendimento avvenga per costruzione, appunto, di una nuova struttura cognitiva che si origina quando le vecchie conoscenze si mescolano con le nuove, come in una vasca d’acqua che ha un suo colore, diciamo bianco, e che a seguito dell’immissione di altro liquido colorato, diciamo rosso intenso, cambia in rosa pallido.

Non si apprende, nuova metafora, con l’aggiunta di nuovi mattoni ad un muro pre-esistete (comportamentismo).

Il processo di “mescolamento” coincide il processo di riflessione che, lo sperimentiamo quotidianamente, ci fa apprendere. Se leggiamo un libro, ascoltiamo una conferenza, non impariamo perché leggiamo o ascoltiamo, ma perché riflettiamo su quanto abbiamo letto o ascoltato. Mettiamo in moto il nostro pensiero.

Ecco perché non è il far ripetere qualcosa ad un nostro allievo che lo aiuta ad apprendere ma alcune nostre domande ben poste che obbligano a pensare ed a dire o scrivere qualcosa, il frutto della riflessione (o, come dicono i costruttivisti, la rappresentazione dell’apprendimento).

Normalmente, anche al termine di una lezione di una giornata, ma anche di mezza giornata, pongo alla mia classe una domanda tipo: “cosa avete imparto oggi?” o “come pensate di applicare le cose su cui abbiamo lavorato?”.

Una paio di domande o una scheda di fast feedback su cui fissare le idee per iscritto.

In percorsi formativi più lunghi uso sistematicamente il learning journal noto anche come reflective journal.

Le tecnologie ci offrono molti strumenti per favorire la riflessione: dai “normali” forum usati allo scopo, ai constrained forum come FLE3, CBoard ed il modulo forum per Moodle sviluppato all’Università di Firenze (Giovanni ci potrebbe dire qualcosa di più), al modulo diario di Moodle ed al modulo Journal di LAMS, tanto per fare alcuni esempi.

Anche il processo di costruzione del portfolio è un potente strumento di riflessione. In una versione tecnologica potremo usare uno dei diversi tool di e-portfolio (qualcuno ne sta usando? Io non ancora).

Su SlideShare ho appena pubblicato una serie di slide sul tema. Sono la versione .ppt di un file che ho ritrovato nel mio repository e che avevo usato per stampare su acetato i vecchi trasparenti per lavagna luminosa (si, una volta – anche meno di 10 anni fa – facevamo così ed era già una rivoluzione rispetto ai vecchi fogli di acetato scritti con pennarelli multicolore…..). E’ l’organizzazione di alcuni concetti tratti dalla letteratura che ho fatto intorno al 2001.

Alla nostra governante (cognitiva) dedico questo mio centesimo post in questo blog.


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